
Il progetto di Gianni Infantino di aprire la Fifa ai capitali privati accende lo scontro con la Uefa e rischia di ridisegnare gli equilibri del calcio mondiale. Al centro della contesa c’è la nascita della Fifa Forward Enterprise (FFE), una nuova holding commerciale destinata a gestire i principali asset legati ai Mondiali.
La nuova società, valutata circa 20 miliardi di dollari, avrà il compito di amministrare in esclusiva i diritti commerciali e l’organizzazione della Coppa del Mondo e del Mondiale per Club. L’obiettivo della Fifa è raccogliere entro la fine dell’anno 4,2 miliardi di dollari, cedendo quote di minoranza a investitori selezionati, pur mantenendo il controllo della governance.
Tra i soggetti coinvolti figurano la banca d’affari JP Morgan e il fondo Thrive Eternal, guidato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Proprio quest’ultimo elemento ha alimentato il dibattito politico e sportivo attorno all’operazione.

La risposta della Uefa non si è fatta attendere. Da Nyon è arrivata una dura presa di posizione, con l’accusa di una grave mancanza di trasparenza. Secondo la Confederazione europea, la governance del calcio non dovrebbe essere oggetto di operazioni finanziarie senza un confronto aperto sulle conseguenze e sui beneficiari dell’iniziativa.
Per affrontare la questione, la Uefa ha convocato una riunione d’emergenza con le federazioni europee. L’incontro, annunciato anche dalla ministra francese dello Sport Marina Ferrari, punta a definire una posizione comune di fronte a un progetto che potrebbe modificare profondamente il modello economico e gestionale del calcio internazionale.
Dal canto suo, Infantino difende la riforma sostenendo che rappresenti un’opportunità per favorire la crescita del movimento calcistico. Attraverso il programma Fifa Fast-Forward, il presidente ha promesso nuovi investimenti e maggiori risorse economiche per le 211 federazioni affiliate, presentando il piano come uno strumento di sviluppo globale.
Secondo il numero uno della Fifa, la nuova struttura consentirà di valorizzare il potenziale commerciale ancora inespresso delle competizioni internazionali. Tuttavia, alcuni osservatori ritengono che l’operazione possa rafforzare ulteriormente il consenso interno in vista delle prossime elezioni, nelle quali Infantino punta al suo quarto mandato alla guida della federazione mondiale.
Non è la prima volta che la Fifa valuta l’ingresso di grandi investitori privati. Già nel 2018 era stata presa in considerazione una proposta sostenuta da SoftBank e da capitali sauditi, poi bloccata dall’opposizione congiunta di Uefa e dei principali club europei. Da allora, però, i rapporti con l’Arabia Saudita si sono intensificati, culminando con l’assegnazione dei Mondiali 2034 al Paese.
Sul futuro resta anche l’ipotesi di un ruolo operativo per lo stesso Infantino nella futura Fifa Forward Enterprise, indiscrezione rilanciata dalla stampa britannica e successivamente ridimensionata dalla federazione. Una prospettiva che alimenta ulteriormente il confronto tra Fifa e Uefa, mentre il dibattito sul futuro della governance del calcio mondiale è destinato a entrare nel vivo.


