
L’Unione europea richiama l’Italia sul tema del riconoscimento facciale negli spazi pubblici. A intervenire è stato il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, che ha ribadito come la normativa comunitaria vieti l’utilizzo di questa tecnologia nei luoghi pubblicamente accessibili. A stretto giro è arrivata la replica di Palazzo Chigi, che assicura il pieno rispetto delle regole europee e rivendica il ruolo dell’Italia nella governance dell’intelligenza artificiale.
La posizione della Commissione europea
Rispondendo a una domanda sullo schema di decreto legislativo italiano, il portavoce della Commissione europea ha ricordato che il divieto è già previsto dall’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale.
«Il riconoscimento facciale in spazi pubblici accessibili è proibito secondo la legge europea sull’intelligenza artificiale: questo divieto vige già dall’anno scorso e non vogliamo un controllo pubblico su dove ci troviamo», ha dichiarato Thomas Regnier.
Le parole del portavoce riaffermano la linea di Bruxelles sul tema della tutela della privacy e delle libertà individuali, uno dei principi cardine della disciplina europea sull’intelligenza artificiale.
La replica del Governo italiano
Alla presa di posizione della Commissione è seguita la risposta di fonti di Palazzo Chigi, che hanno assicurato come l’Italia continuerà ad attenersi pienamente alla normativa europea.
«Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorità giudiziaria», spiegano le fonti del Governo.
«Italia all’avanguardia sull’intelligenza artificiale»
Nella stessa nota, Palazzo Chigi rivendica il lavoro svolto dall’esecutivo sul fronte della regolamentazione dell’intelligenza artificiale.
«L’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale. Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione», sottolineano le fonti governative.
Il Governo assicura infine che continuerà a muoversi nella stessa direzione, «nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo».
Lo scambio di dichiarazioni arriva mentre prosegue il confronto sull’applicazione concreta dell’AI Act, il regolamento europeo destinato a disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale nei Paesi membri, con particolare attenzione alle tecnologie considerate ad alto rischio, tra cui il riconoscimento biometrico negli spazi pubblici.


