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In Italia la piscina solo per donne in burkini: “Così la sinistra regala voti a Vannacci”

Pubblicato: 31/07/2026 15:38

Nel cuore di Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste, la decisione di una piscina pubblica di riservare orari specifici alle donne musulmane, consentendo loro un accesso riservato per fare il bagno vestite secondo i dettami della propria religione, ha riacceso un durissimo scontro politico. Se la destra con Fabio Rampelli ha denunciato la “negazione della laicità dello Stato” e la creazione di “una segregazione di fatto”, mentre il Pd con Roberto Morassut ha parlato di “delicatezza” e “rispetto”, è all’interno della stessa sinistra che si registra la presa di posizione più radicale. In una dettagliata intervista rilasciata a today.it, l’ex parlamentare ed esponente femminista Anna Paola Concia ha infatti espresso parole durissime contro questa scelta.

“È successo che si è ceduto a una cultura che considera le donne degli esseri inferiori. Questo è il tema, e ovviamente non è ammissibile”, ha attaccato Concia. L’ex deputata ha spiegato come, a suo avviso, certi principi non siano negoziabili: “Siccome la sharia e la cultura islamica ritengono che le donne siano esseri inferiori e non possano stare nello stesso posto con gli uomini, bisogna segregarle per permettere loro di fare il bagno”.

Le critiche all’integrazione e i rischi per la sinistra

Nel corso del colloquio, la storica attivista si è interrogata sull’atteggiamento della società civile di fronte a simili iniziative. “Se accadesse a noi donne italiane, se disgraziatamente qualcuno vagamente pensasse di fare una cosa del genere, ci rivolteremmo tutti. Donne e uomini, sicuramente. Allora, mi chiedo, perché devi permettere una cosa simile?”. Per Concia il nodo cruciale risiede nelle modalità con cui si decide di accogliere chi arriva da altri contesti:“Vede, queste persone vivono qui, hanno deciso di vivere nel nostro paese. Bene, per integrarsi, perché abbia efficacia l’integrazione bisogna condividere dei principi fondamentali. E quello dei pari diritti delle donne è un principio fondamentale nelle nostre democrazie. E quindi io ritengo che sia un grave errore passare sopra a certe cose”.

La linea tracciata è netta: “Si aprono le piscine, si va in piscina come si vuole. La piscina deve essere aperta a tutti, uomini e donne, e ognuno va come crede”, cercando poi di dialogare con le comunità per spiegare la centralità dei diritti democratici. “Questa è repressione delle donne”, ha incalzato l’ex parlamentare nel testo di today.it, ricordando anche lo scetticismo incontrato durante un confronto con un noto esperto islamista: “Gli ho chiesto quattro volte se nella loro cultura gli uomini e le donne hanno gli stessi diritti, ma non mi ha risposto. Perché la risposta lui la sa, ma non la può dire”.

Secondo l’esponente politica, cedere sul piano dei diritti finisce per isolare le persone e provocare gravi scompensi sociali:“È il contrario dell’integrazione, è la separazione che poi porta, come è evidente, le comunità a chiudersi… Poi le bambine non vanno a scuola e via via altri problemi”.

Il nodo dell’identità e l’avanzata delle destre

La riflessione di Anna Paola Concia tocca da vicino il ruolo della propria parte politica e le battaglie culturali storiche.“Io sono una femminista universalista, e nel negare i diritti delle donne non c’è religione che tenga. Nessun estremismo culturale è accettabile, da chiunque venga”. Il rischio più grande è scivolare in una sorta di vergogna verso le conquiste della società occidentale: “Esattamente, ed è pericolosissimo. La sinistra se ne deve rendere conto. Io, donna di sinistra, dico alla sinistra ‘per favore renditi conto che questa non è integrazione, questa è separazione, è la separazione, la fine della convivenza civile’. Questa roba qui fa crescere i partiti estremisti di destra”.

Citando l’esperienza vissuta in Germania insieme alla sua famiglia dopo gli attentati di Berlino e richiamando le tesi del saggio “La stagione delle identità” firmato da Domenico Petrolo, l’ex deputata lancia un monito preciso contro gli eccessi del politicamente corretto. “Io dico alla sinistra: ‘occhio perché così crescono gli estremisti’. L’Afd in Germania e Futuro nazionale in Italia, che sono partiti gemelli, dicono le stesse cose”. Persino le discussioni sulle nuove banconote Ue – indecise se raffigurare geni come Leonardo da Vinci e Marie Curie oppure forme animali – dimostrano secondo Concia una fragilità culturale: “È una follia, perché se tu hai Leonardo da Vinci o Marie Curie e ti vergogni di rappresentarli lì, vuol dire che ti vergogni delle tue origini. L’estremismo islamico, i fratelli musulmani, l’hanno capito e ci marciano”.

L’arroccamento difensivo o la rinuncia alla propria storia finisce per alimentare la propaganda di figure come Roberto Vannacci“Significa raccontare, ricordare la propria storia. Perché poi se neghi questa storia scateni l’aggressività di gente come quelli di Afd o Roberto Vannacci, che loro sì sono pericolosi”. Per questo Concia conclude invitando al recupero del buon senso: “Moltissimo. Dico: ‘attenzione, stiamo sbagliando’. È l’aberrazione del politicamente corretto portato all’eccesso. Ma c’è molta gente di sinistra che la pensa come me… L’identità deve trovare una declinazione di sinistra, e non può essere lasciata alla destra. Per questo mi batto”

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