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Mercalli avverte sul caldo estremo: “Il peggio deve ancora arrivare, serve un cambio di rotta”

Pubblicato: 03/08/2026 09:13

Le ondate di calore che stanno interessando l’Italia non rappresentano più un fenomeno eccezionale, ma l’espressione di una tendenza destinata a proseguire se non verranno ridotte le emissioni di gas serra. È l’allarme lanciato dal climatologo Luca Mercalli, che descrive il cambiamento climatico come «il più grande problema della storia dell’umanità» e invita a non abbassare l’attenzione quando le temperature torneranno a diminuire. Secondo Mercalli, il rischio è che l’emergenza venga percepita solo durante le settimane più calde, mentre il riscaldamento globale continua a progredire in modo costante.

Il climatologo ricorda che già dall’estate del 2003 gli esperti segnalano un aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore. Per questo, osserva, non ci si dovrebbe più stupire di fronte a episodi di caldo africano sempre più ricorrenti, ma concentrarsi sulle cause che li alimentano e sulle misure necessarie per contrastarli.

Mitigazione e adattamento, le due sfide contro il riscaldamento globale

Secondo Mercalli, la risposta deve muoversi su due fronti. Da un lato la mitigazione, attraverso la riduzione delle emissioni con energie rinnovabili, risparmio energetico, mobilità elettrica e sviluppo della green economy. Dall’altro l’adattamento, che significa ripensare le città per renderle più vivibili durante le estati sempre più torride.

Tra gli interventi indicati ci sono l’aumento del verde urbano, la creazione di rifugi climatici per le persone più fragili e una pianificazione urbanistica capace di limitare gli effetti del caldo e degli eventi meteorologici estremi. Mercalli sottolinea inoltre come il cambiamento climatico venga ancora affrontato soprattutto durante le emergenze, mentre sarebbe necessario applicare con continuità gli obiettivi fissati dagli accordi internazionali sul clima.

«Settembre caldo? Non si può prevedere oggi»

Alla domanda sulla possibilità che anche settembre possa essere caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, Mercalli invita alla prudenza. Spiega che oltre i dieci giorni non è possibile formulare previsioni meteorologiche affidabili e che qualsiasi scenario a uno o due mesi di distanza sarebbe soltanto una speculazione.

Il climatologo evidenzia anche il rischio di assuefarsi al caldo estremo. Ricorda che il corpo umano ha limiti fisiologici ben precisi e che il superamento di determinate soglie può provocare stress da calore con conseguenze anche mortali. Secondo Mercalli, il numero delle vittime legate alle alte temperature continuerà ad aumentare, anche se i dati vengono elaborati solo mesi dopo e finiscono spesso per passare inosservati.

In conclusione, Mercalli ribadisce che non esiste una soluzione semplice o immediata. A suo giudizio, invertire la tendenza richiede una trasformazione profonda del sistema energetico, economico e produttivo, accompagnata da un impegno concreto nella riduzione delle emissioni. Solo quando questi cambiamenti diventeranno realtà, sostiene, ci saranno motivi concreti per guardare con maggiore fiducia al futuro.

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