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Garlasco, c’è la svolta: spuntano quattro nuove prove. Chi finisce nei guai

Pubblicato: 03/08/2026 21:25

Il delitto di Garlasco torna al centro delle cronache giudiziarie con un nuovo e cruciale capitolo che potrebbe ridefinire le responsabilità legate all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia sta ultimando quattro nuove consulenze tecniche strategiche per blindare l’impianto accusatorio a carico di Andrea Sempio, l’unico attualmente indagata. L’obiettivo dei magistrati è quello di completare il quadro probatorio entro la scadenza fissata per il 28 settembre, data limite per depositare la formale richiesta di rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari. Nonostante la formale chiusura delle indagini notificata nel maggio scorso e le successive contestazioni avanzate dai legali del trentottenne, la procura ha scelto di effettuare un ulteriore pacchetto di accertamenti scientifici per respingere ogni obiezione difensiva.

Le impronte e la complessa ricostruzione della scena del crimine

Un pilastro fondamentale di questo supplemento d’indagine riguarda l’analisi minuziosa delle tracce fisiche individuate all’interno della villetta di via Pascoli. La nota anatomopatologa Cristina Cattaneo è stata incaricata di effettuare una complessa valutazione volta a stabilire la compatibilità tra la morfologia del piede di Sempio e le impronte insanguinate lasciate sul luogo del delitto. L’accertamento peritale considera sia le attuali misurazioni antropometriche dell’indagato sia le fisiologiche trasformazioni corporee avvenute in quasi un ventennio. L’esame dell’esperta non si limita esclusivamente alla celebre scia di impronte a pallini individuate sul pavimento, ma estende il proprio raggio d’azione alla delicata impronta 33. Quest’ultima è una traccia palmare rilevata sulla parete destra della scalinata che conduce al seminterrato, luogo in cui fu ritrovato il corpo privo di vita di Chiara Poggi. Gli investigatori ipotizzano che l’aggressore si sia appoggiato con il piede sul gradino e con la mano sul muro per controllare visivamente la vittima prima di fuggire. La difesa dell’indagato, tuttavia, respinge con fermezza questa ricostruzione, negando ogni riconducibilità della traccia alla mano del proprio assistito.

Le analisi sulle calzature e la comparazione tecnica

Parallelamente agli studi antropometrici, i consulenti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli stanno completando una dettagliata analisi tecnica focalizzata sulla struttura e sulla conformazione delle calzature compatibili con la scena del crimine. La perizia mira a confermare o smentire la corrispondenza esatta tra i segni a pallini impressi nel sangue e la suola di una scarpa marca Frau numero 42. Questo specifico dettaglio rappresenta un nodo cruciale e storicamente complesso dell’intera vicenda processuale, poiché costituì uno degli elementi chiave che condussero alla condanna in via definitiva di Alberto Stasi, pur in assenza del sequestro materiale di quell’impronta o delle scarpe stesse tra i suoi beni personali. La riesecuzione di queste verifiche tecniche intende offrire una base scientifica inoppugnabile per chiarire definitivamente l’origine di quella specifica camminata all’interno dell’abitazione.

La traccia genetica sotto le unghie della vittima

L’altro caposaldo su cui fa leva la Procura di Pavia è rappresentato dagli approfondimenti di natura genetica affidati al professor Carlo Previderé. Il genetista forense ha ricevuto il compito di analizzare nuovamente il materiale biologico prelevato da sotto le unghie di Chiara Poggi durante i primi rilievi. Secondo la tesi sostenuta dalla procura, i dati emersi dalle analisi evidenziano che il profilo del cromosoma Y appartiene in modo inequivocabile alla linea paterna della famiglia Sempio. Nonostante alcune precedenti perizie super partes abbiano evidenziato la difficoltà strutturale di stabilire con assoluta certezza scientifica le modalità e il momento esatto in cui è avvenuto il trasferimento di quella traccia, la presenza di questo Dna resta una delle prove regina nelle mani dell’accusa per sostenere la responsabilita dell’indagato.

La profilazione psichiatrica e la ricostruzione documentale

Nel pacchetto delle nuove consulenze figura anche la valutazione sullo stato psichico di Andrea Sempio, un accertamento a cui l’indagato ha scelto di non sottoporsi direttamente. La linea della difesa, guidata dall’avvocato Liborio Cataliotti, si è basata sul principio secondo cui l’accertamento oggettivo dei fatti debba sempre precedere qualsiasi tipo di analisi personologica o clinica. Nonostante il rifiuto dell’indagato a sostenere il colloquio con il professor Catanesi, lo psichiatra incaricato dalla Procura procederà comunque alla stesura della relazione. L’esperto traccerà il profilo di personalità e la valutazione sulla pericolosità sociale attraverso la disamina dei documenti ufficiali, degli appunti personali sequestrati nella dimora del trentottenne e delle precedenti relazioni elaborate dagli specialisti del Racis dei Carabinieri.

Lo scenario giudizio e i possibili riflessi su Alberto Stasi

L’imminente deposito delle quattro consulenze tecniche anticiperà la richiesta formale di rinvio a giudizio, che dovrà essere notificata entro il termine perentorio del 28 settembre. Questo importante sviluppo investigativo si intreccia inevitabilmente con la posizione giudiziaria di Alberto Stasi, attualmente in carcere per la condanna definitiva incassata al termine del lungo iter processuale. La Procura Generale di Milano potrebbe sciogliere a breve le ultime riserve riguardo alla presentazione di un’istanza di revisione del processo, un passaggio straordinario che dipenderà in gran parte dalla tenuta e dalla solidità dei nuovi elementi emersi a carico di Andrea Sempio.

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