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Il piccolo Domenico morto per un trapianto sbagliato, la notizia sulla famiglia è appena arrivata

Pubblicato: 05/08/2026 13:40

Una cifra che non potrà mai restituire un figlio a una madre e a un padre, ma che almeno evita alla famiglia il peso di un lungo doppio percorso giudiziario. Per la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto dopo un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli, è stato raggiunto un accordo risarcitorio in via stragiudiziale. L’importo resta coperto da riservatezza, ma secondo quanto emerso sarebbe superiore al milione di euro.

La vicenda di Domenico aveva scosso l’opinione pubblica nazionale. Il bambino era stato ricoverato per una grave malformazione cardiaca e sottoposto a un trapianto, ma il cuore donato sarebbe stato conservato in modo non corretto, con l’utilizzo di ghiaccio secco anziché ghiaccio ad acqua. Dopo settimane di sofferenza e un lungo periodo di agonia, il piccolo morì. Per il caso risultano indagati sette specialisti dell’equipe coinvolta.

«Siamo pienamente soddisfatti e lo è anche mamma Patrizia, che può evitare il dolore di un processo civile e concentrarsi soltanto sul procedimento penale», ha spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, commentando l’accordo raggiunto con l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, che comprende il Monaldi, il Cotugno e il Centro traumatologico ortopedico.

La trattativa è stata condotta dopo le valutazioni del comitato sinistri dell’azienda sanitaria, che ha analizzato gli aspetti tecnici e giuridici della vicenda. La proposta transattiva accettata dalla famiglia è stata definita sulla base dei criteri previsti dalla legge e degli orientamenti della giurisprudenza italiana in materia di risarcimento del danno da perdita parentale. Per l’azienda hanno seguito il confronto gli avvocati Raffaella Di Nardo e Arturo Testa.

Entrambe le parti hanno firmato un accordo di riservatezza sull’importo finale. Tuttavia, secondo le tabelle del Tribunale di Milano, utilizzate come riferimento per la quantificazione del danno, la somma complessiva potrebbe avvicinarsi a un milione e mezzo di euro. Solo per i genitori, la stima oscilla tra 900mila e 1,3 milioni di euro.

Nel caso di Domenico, molti parametri previsti per il calcolo del danno raggiungono i valori più elevati. A pesare sono la giovanissima età del bambino, appena due anni, la piena convivenza con i genitori e soprattutto la profondità del legame familiare, aggravata dai mesi di sofferenza vissuti durante la malattia, il coma e l’attesa di un possibile miglioramento mai arrivato.

Non è escluso che nella valutazione sia stata considerata anche la possibilità di una somma superiore ai limiti ordinari, alla luce delle circostanze eccezionali contestate dall’accusa. Tra queste, oltre alla morte del bambino, ci sarebbe anche l’ipotesi di alterazioni della documentazione sanitaria, elemento che avrebbe aggiunto alla tragedia della perdita il dolore per una presunta mancanza di chiarezza sugli eventi.

La richiesta iniziale avanzata dall’avvocato Petruzzi era stata di tre milioni di euro. I beneficiari del risarcimento sono complessivamente sei persone: i genitori di Domenico, i suoi fratellini e i due nonni. La famiglia, però, ha sempre ribadito che la battaglia principale non era economica, ma legata alla ricerca della verità e all’accertamento delle responsabilità.

Con la definizione dell’accordo civile, l’attenzione della famiglia Caliendo si concentra ora esclusivamente sul procedimento penale. L’avvocato Petruzzi ha chiarito che Patrizia Mercolino non ha mai voluto mettere in discussione il valore del Monaldi, considerato un centro sanitario di alto livello, ma chiede che vengano individuate eventuali responsabilità personali. Resta inoltre possibile per l’Azienda dei Colli valutare eventuali azioni di rivalsa nei confronti di chi dovesse essere ritenuto responsabile al termine dei giudizi.

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