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Caldo record, oggi è il giorno peggiore: quando arriverà davvero il fresco e perché potrebbe durare poco

Pubblicato: 06/08/2026 07:24

L’Italia affronta oggi il momento più intenso della quarta ondata di calore dell’estate 2026. Il Ministero della Salute ha diramato il bollino rosso per tutte le 27 città monitorate, una situazione senza precedenti dall’inizio della stagione estiva. Temperature elevate, afa persistente e notti tropicali continuano a mettere sotto pressione gran parte del Paese, mentre gli esperti invitano a non considerare imminente la fine dell’emergenza.

Le previsioni indicano infatti un graduale miglioramento solo a partire dalla seconda metà di agosto. Prima di allora il caldo continuerà a dominare lo scenario meteorologico italiano, con possibili temporali al Nord ma senza un vero cambio di circolazione atmosferica.

Oggi il picco dell’ondata di calore

Quella di oggi rappresenta la giornata più critica dell’attuale ondata di caldo. L’anticiclone africano continua infatti a interessare gran parte del Mediterraneo, favorendo temperature molto elevate sia durante il giorno sia nelle ore notturne.

Le città più esposte restano quelle del Centro-Sud e delle grandi aree urbane, dove la combinazione tra alte temperature e umidità rende il caldo particolarmente difficile da sopportare. In molte località si continueranno a registrare valori compresi tra 35 e 38 gradi, mentre l’asfalto, secondo le rilevazioni di Legambiente, ha raggiunto in alcuni casi temperature superiori ai 60 gradi.

Il Mediterraneo sempre più caldo alimenta afa e fenomeni estremi

Secondo gli esperti, una delle principali cause dell’afa persistente è rappresentata dalle temperature eccezionalmente elevate del Mar Mediterraneo, che continua ad accumulare calore e umidità.

Il climatologo Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, spiega che il riscaldamento delle acque marine rappresenta uno dei fattori che contribuiranno a rendere il 2026 e probabilmente anche il 2027 tra gli anni più caldi mai registrati.

Anche il fisico del clima Antonello Pasini, del Consiglio nazionale delle ricerche, mette in guardia sui possibili effetti di un Mediterraneo così caldo. L’enorme quantità di energia accumulata potrebbe infatti favorire, con l’arrivo dell’autunno, eventi meteorologici estremi particolarmente intensi, caratterizzati da nubifragi e precipitazioni violente.

La siccità continua ad aggravare la situazione

Oltre al caldo, a preoccupare è la persistente siccità che interessa vaste aree dell’Europa e dell’Italia.

La mancanza di precipitazioni riduce l’umidità del terreno, favorendo un ulteriore aumento delle temperature. In assenza di acqua disponibile, infatti, una quota maggiore dell’energia solare viene trasferita direttamente all’aria, rendendo le ondate di calore ancora più intense.

È un fenomeno che sta interessando ampie zone del continente europeo, dalla Francia fino all’Ucraina, con effetti evidenti anche sull’agricoltura e sulla disponibilità delle risorse idriche.

Quando arriverà il fresco

Le prime variazioni sono attese tra domenica e lunedì, quando il bordo settentrionale dell’anticiclone africano potrebbe indebolirsi favorendo un aumento dell’instabilità sulle regioni settentrionali.

Al Nord potranno verificarsi temporali anche intensi e un primo, moderato calo delle temperature. Diversa la situazione al Centro-Sud, dove il caldo continuerà a essere protagonista almeno fino a Ferragosto, con una diminuzione solo parziale e temporanea dei valori massimi.

Secondo le attuali elaborazioni dei modelli meteorologici, un cambiamento più deciso potrebbe arrivare tra il 18 e il 20 agosto, quando le perturbazioni atlantiche avrebbero maggiori possibilità di raggiungere la penisola, riportando temperature più vicine alle medie stagionali e piogge diffuse su gran parte del Paese.

Ma gli esperti avvertono: il caldo potrebbe tornare

La tregua, però, potrebbe non essere definitiva. Gli esperti ricordano infatti che agosto è ancora un mese favorevole allo sviluppo di nuove ondate di calore e che le proiezioni stagionali indicano un’elevata probabilità di temperature superiori alla norma anche nella parte finale dell’estate.

Secondo Buontempo, inoltre, il riscaldamento globale continua a rendere questi eventi sempre più frequenti e intensi. Il climatologo ricorda come già vent’anni fa gli studiosi prevedessero che ondate di calore considerate eccezionali all’inizio degli anni Duemila sarebbero diventate progressivamente più comuni.

Per questo motivo, pur in presenza di un probabile calo termico nella seconda metà del mese, il rischio di una quinta ondata di calore prima della fine dell’estate non può essere escluso.

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