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Che cos’è il bradisismo dei Campi Flegrei e perché provoca terremoti: cosa sta succedendo davvero

Pubblicato: 01/08/2026 09:00

Il terremoto di magnitudo 4.7 che ha interessato i Campi Flegrei ha riportato al centro dell’attenzione il bradisismo, il fenomeno geologico che da secoli caratterizza quest’area vulcanica e che negli ultimi anni è tornato a intensificarsi. Le scosse, avvertite in gran parte della provincia di Napoli e anche a Ischia e Procida, sono strettamente collegate ai movimenti del suolo che interessano la caldera flegrea. Gli esperti dell’INGV e del Dipartimento della Protezione Civile precisano però un aspetto fondamentale: il bradisismo non significa che un’eruzione sia imminente, ma rappresenta un processo naturale costantemente monitorato attraverso una delle reti di controllo vulcanologico più avanzate al mondo.
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Che cos’è il bradisismo

Il termine bradisismo deriva dal greco bradýs (“lento”) e seismós (“movimento”) e indica il lento movimento verticale del terreno, che può manifestarsi con periodi di abbassamento del suolo (subsidenza) alternati a fasi di sollevamento.

Ai Campi Flegrei questo fenomeno è documentato da secoli ed è una caratteristica tipica della caldera vulcanica. Quando il terreno si solleva, le rocce del sottosuolo vengono sottoposte a tensioni sempre maggiori che, una volta superato il loro limite di resistenza, si rompono generando terremoti generalmente superficiali. Per questo motivo le scosse vengono spesso percepite con particolare intensità anche quando la loro magnitudo non è elevata.

Il Dipartimento della Protezione Civile spiega che il bradisismo è un fenomeno naturale tipico dei Campi Flegrei e costituisce uno dei principali parametri utilizzati per valutare l’evoluzione della caldera.

Perché i Campi Flegrei sono diversi dal Vesuvio

I Campi Flegrei non sono un vulcano con un unico cono, come il Vesuvio o l’Etna. Si tratta invece di una grande caldera vulcanica, una vasta depressione formatasi in seguito a gigantesche eruzioni avvenute migliaia di anni fa.

L’area comprende Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, parte della città di Napoli e una porzione del Golfo di Pozzuoli. Nel sottosuolo è presente un articolato sistema costituito da rocce calde, fluidi idrotermali, gas vulcanici e magma in profondità. Le variazioni di pressione di questo sistema provocano deformazioni del terreno che si manifestano proprio attraverso il bradisismo.

L’ultima eruzione risale al 1538, quando nacque il Monte Nuovo dopo circa tremila anni di quiescenza. Da allora il vulcano non ha più eruttato, pur continuando a mostrare segnali di attività come fumarole, emissioni di gas e deformazioni del suolo. Tutte le caratteristiche della caldera sono illustrate nella sezione dedicata ai Campi Flegrei del portale della Protezione Civile.

Perché il sollevamento del terreno provoca i terremoti

Il sollevamento del suolo non è il terremoto, ma ne rappresenta una delle cause. Quando aumenta la pressione nel sistema idrotermale e nelle rocce della caldera, queste si deformano progressivamente. Se lo stress supera la resistenza della roccia, si verificano fratture che liberano energia sotto forma di eventi sismici.

Per questo motivo i terremoti dei Campi Flegrei sono generalmente molto superficiali, spesso localizzati nei primi chilometri di profondità. La loro ridotta profondità fa sì che possano essere percepiti in modo molto intenso dalla popolazione e, in alcuni casi, provocare danni agli edifici più vulnerabili.

La crisi bradisismica iniziata nel 2005

Secondo l’INGV, la fase attuale di bradisismo è iniziata nel 2005, quando la caldera ha ricominciato a sollevarsi dopo un lungo periodo di subsidenza.

Dal 2018 il ritmo del sollevamento è aumentato, accompagnato da una crescita progressiva della sismicità, fenomeno ulteriormente intensificatosi dal 2023. Complessivamente il terreno si è sollevato di oltre un metro e mezzo rispetto ai livelli del 2005, mentre sono aumentati anche alcuni parametri geochimici, come le emissioni di gas nelle fumarole. Tutti questi dati vengono analizzati costantemente per comprendere l’evoluzione del sistema vulcanico.

Bradisismo significa che ci sarà un’eruzione?

La risposta, secondo gli esperti, è no. Il bradisismo indica che il sistema vulcanico è attivo e in evoluzione, ma non costituisce una previsione di un’eruzione imminente. Per valutare lo stato del vulcano gli scienziati analizzano contemporaneamente numerosi parametri: deformazione del suolo, numero e caratteristiche dei terremoti, composizione dei gas emessi, temperatura delle fumarole e altri indicatori geofisici e geochimici.

Nei mesi scorsi l’INGV è intervenuto anche per precisare che alcuni studi preliminari diffusi sui media non consentono in alcun modo di prevedere terremoti o eruzioni imminenti e non devono essere interpretati come previsioni dell’evoluzione del vulcano.

Cosa significa il livello di allerta giallo

Attualmente i Campi Flegrei si trovano in livello di allerta giallo, corrispondente alla fase di Attenzione prevista dal sistema nazionale di Protezione Civile.

Il livello giallo non indica un’eruzione imminente, ma segnala che il vulcano presenta parametri superiori ai valori di fondo e richiede un monitoraggio rafforzato. Le autorità mantengono quindi una sorveglianza continua, verificano costantemente i piani di emergenza e svolgono attività di informazione, formazione ed esercitazioni rivolte alla popolazione.

Gli eventuali passaggi ai livelli successivi, arancione (preallarme) e rosso (allarme) possono essere disposti soltanto qualora l’insieme dei dati scientifici evidenzi un’evoluzione significativa dello stato del vulcano, come spiegato dal Dipartimento della Protezione Civile.

Come viene monitorato uno dei vulcani più controllati al mondo

L’Osservatorio Vesuviano dell’INGV gestisce una fitta rete di strumenti che controlla in tempo reale la deformazione del suolo tramite GPS e satelliti, registra ogni terremoto con reti sismiche ad alta sensibilità e monitora costantemente fumarole, emissioni di gas, temperatura e composizione chimica dei fluidi.

Tutti i dati vengono analizzati quotidianamente e condivisi con il Dipartimento della Protezione Civile, che li utilizza per valutare lo stato di attività del vulcano e aggiornare, quando necessario, le misure di prevenzione e i piani di emergenza.

È proprio questo sistema di monitoraggio continuo che consente di seguire l’evoluzione del bradisismo e di informare tempestivamente la popolazione in caso di variazioni significative dello stato della caldera.

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