
Una pianta nera, con due vistose macchie rosso-arancioni che sembrano occhi e una struttura superiore simile a un paio di corna. È stata scoperta nelle foreste montane della Thailandia ed è già stata ribattezzata “fiore del diavolo”. Il suo nome scientifico è Thismia daemona e, oltre all’aspetto insolito, presenta una caratteristica ancora più sorprendente: non possiede clorofilla e quindi non utilizza la fotosintesi per ottenere l’energia necessaria alla sopravvivenza.
La nuova specie è stata individuata nel Parco Nazionale Thong Pha Phum, a un’altitudine compresa tra 950 e 970 metri. Vive quasi completamente nascosta sotto lo strato di foglie che ricopre il terreno della foresta ed emerge soltanto durante la fioritura, raggiungendo un’altezza massima di circa dodici centimetri.

Una pianta che non cerca la luce
A differenza della maggior parte delle piante, Thismia daemona non ha bisogno della luce per nutrirsi. Essendo priva di clorofilla, non è in grado di produrre autonomamente energia attraverso la fotosintesi. La sua sopravvivenza dipende invece dal rapporto con i funghi presenti nel sottosuolo, ai quali è collegata attraverso particolari radici ramificate.
Per questa caratteristica viene definita una pianta micoeterotrofa: ottiene le sostanze nutritive sfruttando la rete fungina con cui entra in relazione. Le sue radici hanno una forma ramificata che ricorda quella del corallo e le consentono di vivere praticamente nascosta nel terreno per gran parte del tempo.
Anche il fiore ha un aspetto decisamente fuori dal comune. La struttura tubolare varia dal nero intenso al marrone molto scuro, mentre nella parte superiore compaiono due elementi rosso-arancioni che ricordano due occhi. Da una sorta di copertura centrale partono poi tre lunghe appendici ricurve, mentre gli stami presentano una particolare tonalità blu traslucida.
Una scoperta importante per i botanici
La nuova specie è stata descritta da un gruppo di ricercatori thailandesi coordinati dal professor Sahut Chantanaorrapint, dell’Università Chulalongkorn di Bangkok, insieme agli studiosi dell’Università Prince of Songkla.
La scoperta è rilevante anche per l’ambiente nel quale è avvenuta. Le specie appartenenti al genere Thismia, conosciute anche come “lanterne delle fate”, erano infatti considerate tipiche soprattutto delle foreste pluviali di pianura particolarmente umide. Il ritrovamento a quasi mille metri di quota, in una foresta montana caratterizzata da una maggiore stagionalità, amplia quindi le conoscenze sugli habitat nei quali queste piante possono sopravvivere.
Il genere Thismia comprende circa 120 specie, mentre quelle conosciute in Thailandia sono soltanto una quindicina. Thismia daemona è inoltre la prima appartenente al sottogruppo Geomitra individuata nel Paese: gli altri esemplari conosciuti erano stati trovati soprattutto tra Sumatra e Borneo.
La popolazione scoperta è però estremamente piccola. I ricercatori hanno individuato circa 50 esemplari distribuiti in un’area inferiore a 0,05 chilometri quadrati. Proprio le dimensioni ridotte della popolazione e la presenza di visitatori nel parco potrebbero rappresentare un rischio per la sopravvivenza della specie.
Gli studiosi hanno quindi proposto, in via provvisoria, di considerare il fiore del diavolo in pericolo critico di estinzione secondo i criteri della Lista Rossa IUCN. Non è escluso, tuttavia, che altre popolazioni possano essere presenti nelle zone montane della Thailandia ancora poco esplorate.
La descrizione scientifica della nuova specie, basata sia sulle caratteristiche morfologiche sia sulle analisi molecolari, è stata pubblicata sulla rivista PhytoKeys.


