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“Pericolo Listeria”. Allerta alimentare in Italia, ritirato subito questo salume

Pubblicato: 06/08/2026 08:24

Un nuovo avviso di sicurezza alimentare è stato diffuso attraverso i canali ufficiali del Ministero della Salute, determinando l’immediato blocco della vendita e il contestuale ritiro dagli scaffali di un noto insaccato a causa di un potenziale e grave rischio microbiologico. I controlli periodici di routine effettuati sui prodotti in commercio hanno infatti evidenziato un’anomalia sanitaria che richiede la massima attenzione da parte dei consumatori. Quando vengono individuate sostanze o microrganismi nocivi, le procedure nazionali prevedono l’emanazione tempestiva di una scheda di allerta, con l’obiettivo prioritario di tutelare la salute pubblica ed evitare l’insorgenza di intossicazioni o infezioni tra la popolazione.

Il salume interessato dal provvedimento

L’allerta sanitaria in questione riguarda nello specifico un lotto di mortadella, uno dei salumi più diffusi e consumati sulle tavole italiane. Il provvedimento ministeriale fa riferimento preciso alla Mortadella Nostrale commercializzata dal Salumificio Pignone di Viaggi Alessandra. Questo specifico insaccato viene realizzato all’interno dello stabilimento situato a Pignone, in provincia di La Spezia, contrassegnato dal marchio di identificazione CE IT9-1733/L. La misura precauzionale si rende necessaria per evitare che le confezioni ancora presenti nei banchi frigo dei punti vendita o nelle abitazioni dei cittadini possano essere erroneamente consumate.

Per consentire ai cittadini una rapida e precisa identificazione del prodotto oggetto del richiamo, la scheda tecnica diffusa dalle autorità fornisce le specifiche necessarie. Il blocco riguarda esclusivamente il lotto di produzione 3105, distribuito in confezioni dal peso di circa 300 grammi. Un elemento fondamentale segnalato nell’avviso ufficiale riguarda l’assenza della data di scadenza o del termine minimo di conservazione all’interno della scheda di richiamo. Chiunque abbia acquistato questo tipo di mortadella è invitato a verificare attentamente il numero di lotto riportato sull’etichetta prima di procedere all’eventuale consumo.

Le ragioni del ritiro dal commercio

La causa principale che ha portato al blocco della distribuzione è la presenza del batterio Listeria monocytogenes, riscontrato a seguito delle analisi di laboratorio. Questo agente patogeno è responsabile della listeriosi, un’infezione alimentare che può manifestarsi con sintomi di diversa entità. Nelle persone adulte e in buona salute la patologia si presenta spesso con disturbi gastrointestinali lievi o manifestazioni simili a quelle dell’influenza. Tuttavia, il batterio rappresenta una minaccia decisamente più seria per categorie fragili come donne in gravidanza, soggetti anziani, neonati e individui con un sistema immunitario compromesso o debilitato.

Le indicazioni per i consumatori

A fronte della non conformità microbiologica accertata, la raccomandazione principale fornita dalle autorità e dall’azienda produttrice è quella di non consumare assolutamente il prodotto. Chi dovesse scoprire di avere in casa una confezione di mortadella appartenente al lotto segnalato deve evitare il consumo e riportare l’alimento direttamente presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto. I negozianti provvederanno alla sostituzione o al rimborso, seguendo le classiche procedure previste in caso di avvisi di richiamo per sicurezza alimentare.

Gli altri avvisi recenti

L’allerta che ha coinvolto la mortadella è solo l’ultima di una serie di segnalazioni pubblicate di recente sul portale del Ministero della Salute. Pochi giorni prima era stato disposto il ritiro di cinque differenti tipologie di ramen a causa della provenienza da uno stabilimento privo delle necessarie autorizzazioni. A fine luglio, inoltre, l’attenzione del dicastero si era concentrata su ben sessanta lotti di caciocavallo fresco e due lotti di caciotta fresca per la presenza del batterio Escherichia Coli, oltre che su un lotto di fichi essiccati biologici per il superamento dei limiti di legge relativi alla tossina ocratossina A.

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