
A quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher, il caso torna al centro dell’attenzione internazionale per una nuova polemica. A provocarla è “Cartwheel”, lo spettacolo teatrale con cui Amanda Knox debutterà al Festival Fringe di Edimburgo. L’iniziativa ha suscitato la dura reazione di Stephanie Kercher, sorella della studentessa britannica uccisa a Perugia nel 2007, che ha accusato l’americana di non rispettare la memoria della vittima e il dolore della sua famiglia.
Knox, assolta in via definitiva dall’accusa di omicidio nel 2015 insieme all’ex fidanzato Raffaele Sollecito, respinge invece ogni accusa e sostiene che lo spettacolo non ironizzi sulla morte di Meredith, ma sul modo in cui lei stessa è stata rappresentata durante gli anni del processo.
L’appello della sorella di Meredith: “Pensi alla nostra famiglia”
In un’intervista rilasciata alla BBC, Stephanie Kercher ha rivolto un appello diretto ad Amanda Knox, invitandola a riflettere sulle conseguenze che lo spettacolo potrebbe avere sui familiari della vittima.
«Pensi alla famiglia e agli amici di Meredith», ha dichiarato, chiedendole di immaginare cosa avrebbe provato se una vicenda analoga avesse riguardato sua sorella. Per Stephanie, il dolore provocato dall’omicidio resta ancora oggi «immenso» e iniziative di questo tipo rischiano di riaprire ferite mai completamente rimarginate.
Lo spettacolo affronta il tema della maternità e del modo in cui Knox intende raccontare alla propria figlia quanto accaduto a Perugia. Il titolo, “Cartwheel” (“Capriola”), richiama una delle immagini più discusse dell’inchiesta, ovvero la presunta capriola che Amanda Knox avrebbe compiuto in questura dopo il delitto, circostanza che lei ha sempre negato.
La replica di Amanda Knox
Intervistata dal quotidiano britannico The Telegraph, Amanda Knox ha respinto le critiche, sostenendo che il suo spettacolo non abbia alcuna intenzione di banalizzare l’omicidio di Meredith Kercher.
«Non scherzo sulla morte di Meredith. Scherzo sul modo in cui sono stata demonizzata, non sul suo assassinio», ha dichiarato.
Alla domanda se ritenesse che Meredith avrebbe apprezzato lo spettacolo, Knox ha risposto: «Sì, credo di sì». Un’affermazione che Stephanie Kercher ha contestato con fermezza: «Meredith non avrebbe assolutamente trovato nulla di comico in questi argomenti».
La petizione contro lo spettacolo
La polemica ha già prodotto una mobilitazione pubblica. Un’amica di Meredith Kercher ha promosso una petizione che ha raccolto oltre 2.400 firme, chiedendo agli organizzatori del Festival Fringe di ritirare lo spettacolo.
Secondo i promotori, l’iniziativa rappresenterebbe un’offesa alla memoria della studentessa britannica e rischierebbe di banalizzare un caso di femminicidio che ha profondamente segnato l’opinione pubblica internazionale.
Stephanie Kercher teme inoltre che questa vicenda possa creare un precedente, aprendo la strada ad altri spettacoli ispirati a fatti di cronaca nera che coinvolgono persone realmente esistite e le loro famiglie.
Dal canto suo, il Gilded Balloon Teviot, teatro che ospiterà la rappresentazione, ha ricordato che il Festival Fringe si fonda sul principio della libertà di espressione, offrendo spazio a una pluralità di punti di vista.
Il caso Meredith Kercher
Meredith Kercher, studentessa britannica di 21 anni, venne trovata uccisa nella casa che condivideva con Amanda Knox a Perugia nel novembre 2007.
Per il delitto furono arrestati Amanda Knox e il suo allora fidanzato Raffaele Sollecito. Dopo una lunga e complessa vicenda giudiziaria, caratterizzata da condanne e successive assoluzioni, entrambi sono stati assolti definitivamente dalla Corte di cassazione nel 2015.
Per l’omicidio è stato invece condannato in via definitiva Rudy Guede, che ha scontato 13 dei 16 anni di pena inflitti. Le sentenze hanno stabilito che Guede non agì da solo, ma dopo l’assoluzione definitiva di Knox e Sollecito la magistratura italiana non ha individuato altri responsabili.


