
Cresce la preoccupazione nei Paesi dell’Europa orientale per il possibile uso di operazioni sotto falsa bandiera da parte della Russia. Secondo le autorità di Lituania e Polonia, Mosca potrebbe valutare scenari in cui droni vengono impiegati per colpire infrastrutture dei Paesi baltici facendo apparire l’azione come attribuibile all’Ucraina. L’obiettivo, secondo il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, sarebbe quello di mettere alla prova la compattezza della Nato e il sostegno europeo a Kiev.
Kaunas ha spiegato che non esiste al momento una data precisa per eventuali azioni russe, ma che Vilnius sta monitorando con attenzione le possibili mosse di Mosca e mantiene uno stretto scambio di informazioni con la Polonia e con gli altri alleati dell’Alleanza atlantica.
Lo scenario dei droni ucraini contraffatti
Secondo quanto riportato dall’agenzia lituana Bns e dal media locale 15min, uno degli scenari analizzati dalle autorità prevede l’impiego di droni di fabbricazione ucraina intercettati dalla Russia e successivamente utilizzati contro obiettivi nei Paesi baltici. Non viene esclusa nemmeno l’ipotesi che Mosca possa produrre velivoli senza pilota simili a quelli utilizzati da Kiev, così da rendere più difficile l’attribuzione dell’attacco.
Secondo il ministro lituano, una simile operazione avrebbe anche una valenza strategica: testare la reazione degli alleati occidentali e verificare la solidità della risposta della Nato di fronte a un eventuale attacco attribuito inizialmente all’Ucraina.
Tensioni crescenti ai confini della Russia
Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente allarme nei Paesi confinanti con la Bielorussia, considerata strettamente legata a Mosca, e con la Russia. Oltre alla guerra in Ucraina, diversi Stati europei hanno segnalato episodi di violazioni dello spazio aereo o il ritrovamento di droni non identificati.
In Lituania, la tensione era salita già nei mesi scorsi dopo l’avvistamento di un Uav nello spazio aereo nazionale, episodio che aveva portato anche il presidente e il primo ministro del Paese a essere trasferiti temporaneamente in un bunker sotterraneo per motivi di sicurezza. Le autorità baltiche continuano quindi a monitorare con attenzione ogni possibile minaccia proveniente dall’area russa.


