
Quasi vent’anni dopo, il delitto di Garlasco continua a restituire dettagli capaci di alimentare dubbi e dibattito. Stavolta al centro della scena non ci sono soltanto le grandi questioni dell’inchiesta, ma gli oggetti rimasti nella villetta di Chiara Poggi: una confezione di Estathé, la pattumiera, gli alimenti nel frigorifero. Immagini e particolari che, alla luce delle nuove indagini, vengono riletti con estrema attenzione.
Il tema è tornato in primo piano durante Filorosso, su Rai 3, dove si è discusso della possibile ricostruzione dell’ultima colazione di Chiara Poggi e delle anomalie emerse sui contenitori presenti nell’abitazione. Un fronte apparentemente marginale, ma che potrebbe assumere un peso diverso nella cronologia delle ore precedenti all’omicidio.

Garlasco, il dubbio sulla confezione di Estathé
A richiamare l’attenzione sulla pattumiera della villetta di Garlasco è stato il professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Alberto Stasi. Il punto riguarda una possibile differenza tra la confezione rinvenuta tra i rifiuti e quelle ancora conservate in frigorifero, un elemento che riapre interrogativi sulle verifiche compiute all’epoca.
“Quello che mi sembra possa emergere adesso – sostiene il professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Alberto Stasi – è una discrepanza tra il lotto contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera”. Il sospetto, dunque, è che la corrispondenza fra i prodotti presenti in casa e quelli gettati via meriti oggi un nuovo approfondimento, anche perché i primi accertamenti non sarebbero stati effettuati immediatamente.

Le fotografie del sopralluogo e il nodo dei rifiuti
Avato ha poi ricostruito le difficoltà incontrate durante le operazioni svolte nella casa di Chiara Poggi. “Noi – sostiene Avato – non eravamo in condizione di repertare nulla”, ha spiegato, precisando subito dopo: “potevamo soltanto osservare e fotografare. Non ci fu consentito nemmeno di esaminare la pattumiera. Quando chiedemmo di preservarla ci fu sorpresa da parte dell’allora maggiore Cassese. Successivamente, però, qualcun altro ha manipolato il contenuto della pattumiera, indipendentemente da noi”.
Parole che riaccendono l’allarme sulle modalità di conservazione e analisi degli oggetti presenti nella villetta. La questione non è soltanto cosa sia finito nella spazzatura, ma quando quei materiali siano stati osservati, fotografati, spostati oppure eventualmente preservati: un passaggio delicato nell’intera ricostruzione del caso Garlasco.

Dalla lattina di birra agli alimenti nel frigorifero
Le immagini del sopralluogo a Garlasco mostrano altri elementi finiti nuovamente sotto la lente. Tra questi compare la lattina di birra consumata da Alberto Stasi la sera del 12 agosto 2007, che non venne repertata. Nelle fotografie è inoltre visibile una confezione di Estathé nel frigorifero, accanto a banane, pomodorini e altri alimenti che, col passare del tempo, apparivano deteriorati.
Sono dettagli che da soli non risolvono il drammatico mistero dell’omicidio di Chiara Poggi, ma che oggi vengono riesaminati per comprendere se possano offrire indicazioni utili. Secondo quanto emerso in trasmissione, gli accertamenti sul frigorifero e sul contenuto della pattumiera non sarebbero stati svolti con tempestività: è proprio questa tempistica a restare al centro dei nuovi dubbi.
Nuova inchiesta su Garlasco, la data del 28 settembre
Il ritorno su Estathé, rifiuti e fotografie arriva in una fase cruciale della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. L’attuale attenzione investigativa è rivolta ad Andrea Sempio, nuovo indagato, mentre il 28 settembre è la data fissata per la chiusura delle indagini. Un passaggio decisivo, destinato a definire la direzione del procedimento e la valutazione degli inquirenti sugli elementi raccolti.
In attesa di quella scadenza, ogni oggetto della casa Poggi torna a parlare: la confezione di Estathé, la pattumiera, la lattina di birra e il cibo rimasto in frigorifero. Sarà il lavoro di investigatori e consulenti a stabilire se le discrepanze emerse abbiano una rilevanza concreta per le indagini su Andrea Sempio, oppure se restino uno dei molti interrogativi ancora aperti attorno alla morte di Chiara Poggi.


