
Una colonna di polvere che si alza improvvisamente dal terreno, comincia a ruotare su se stessa e per qualche istante assume l’aspetto inquietante di una piccola tromba d’aria. È quanto sarebbe accaduto nel Foggiano, lungo la strada provinciale 76 che collega la zona del centro commerciale GranApulia a Zapponeta, dove automobilisti e passanti hanno assistito alla formazione di un diavolo di sabbia.
Il nome è già abbastanza suggestivo: in inglese viene chiamato dust devil, letteralmente “diavolo di polvere”. A prima vista può sembrare un piccolo tornado, soprattutto quando il vortice riesce a sollevare grandi quantità di terra e detriti diventando perfettamente visibile anche da lontano. Ma la sua origine è completamente diversa e, nella maggior parte dei casi, anche la sua pericolosità è decisamente inferiore.
🌪️ Video di Angelo Cicorelli del dust devil (diavolo di polvere) che nella giornata di ieri ha interessato le campagne di Zapponeta (FG). pic.twitter.com/98CWOseIL9
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Cos’è il diavolo di sabbia e perché compare con il caldo
Il dust devil non nasce da un temporale e non ha bisogno di una perturbazione atmosferica. Anzi, le condizioni ideali sono praticamente opposte: cielo sereno, sole molto forte, terreno asciutto e temperature elevate.
Il meccanismo parte dal basso. Quando il sole arroventa il terreno, lo strato d’aria immediatamente a contatto con il suolo si scalda molto rapidamente. Diventa così più leggero rispetto all’aria circostante e tende a salire. Nel frattempo altra aria viene richiamata verso il punto in cui si sta sviluppando la corrente ascendente.
Se esistono piccole differenze nella direzione o nella velocità del vento vicino al terreno, quella massa d’aria può iniziare a ruotare. Il vortice si restringe, accelera e comincia a trascinare verso l’alto polvere, sabbia, foglie e piccoli detriti.
È proprio il materiale sollevato a rendere visibile il fenomeno. Senza la polvere, infatti, quella colonna d’aria in rotazione sarebbe molto più difficile da vedere. I diavoli di sabbia possono avere dimensioni molto differenti: i più piccoli durano pochi secondi o qualche minuto e hanno un diametro limitato, mentre in determinate condizioni possono svilupparsi per decine o centinaia di metri in altezza.
Non è una tromba d’aria: ecco la differenza
La distinzione con un tornado è fondamentale. Una tromba d’aria è collegata a strutture temporalesche molto più complesse e potenti, generalmente associate a grandi cumulonembi e a una forte instabilità atmosferica. Il diavolo di sabbia, invece, nasce vicino al terreno e può formarsi tranquillamente sotto un cielo completamente azzurro.
Normalmente possiede un’energia molto inferiore rispetto a quella di un tornado. Questo non significa, però, che debba essere ignorato. Un vortice sufficientemente intenso può sollevare piccoli oggetti e soprattutto creare una riduzione improvvisa della visibilità, un problema non trascurabile se il fenomeno attraversa o si sviluppa vicino a una strada.
Il caldo di queste giornate può certamente creare condizioni favorevoli alla formazione di fenomeni di questo tipo. Terreni molto asciutti e temperature elevate accentuano infatti il contrasto tra l’aria rovente vicino al suolo e quella presente più in alto. Il singolo episodio, tuttavia, non può essere considerato automaticamente una conseguenza diretta dei cambiamenti climatici: i dust devil sono fenomeni conosciuti da tempo e particolarmente comuni nelle aree aride e semiaride.
C’è poi una curiosità che rende il fenomeno ancora più affascinante: i diavoli di sabbia esistono anche su Marte. Le sonde inviate sul Pianeta rosso ne hanno osservati numerosi e alcuni possono raggiungere dimensioni molto superiori a quelle normalmente registrate sulla Terra.
Nel Foggiano, intanto, la comparsa del vortice ha inevitabilmente attirato l’attenzione di chi percorreva la provinciale. Per qualche minuto, tra asfalto bollente e campi arroventati dal sole, la pianura pugliese ha mostrato uno dei suoi fenomeni atmosferici più curiosi: una colonna di polvere apparentemente comparsa dal nulla, alimentata dal calore del terreno e dal movimento dell’aria.


