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Trigone viola avvistato in Cilento: bagnanti feriti, l’Istituto Zooprofilattico apre un’indagine

Pubblicato: 07/08/2026 20:30

Le coste del Cilento ospitano una specie potenzialmente pericolosa per i bagnanti: il trigone viola. La conferma arriva dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dopo che negli scorsi giorni due persone sono rimaste ferite alle gambe durante il bagno. Gli esperti collegano la presenza dell’animale ai ferimenti registrati a Pioppi e Palinuro, nel comune di Pollica e dintorni, dove diversi pescatori hanno documentato con foto e video la specie lungo il litorale.

A fare chiarezza sulla vicenda è Gianluigi Paduano, dirigente medico veterinario del Dipartimento Coordinamento di Sanità Animale e responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Ittiopatologia dell’IZSM, con sede a Portici. Lo specialista ha spiegato a Fanpage.it che le lesioni riscontrate sui bagnanti sono compatibili con la puntura di un elasmobranco, probabilmente proprio un esemplare di Pteroplatytrygon violacea, nome scientifico del trigone viola, detto anche pastinaca viola. Paduano precisa che si tratta al momento di ipotesi, basate sull’analisi delle ferite e sulle testimonianze dei pescatori, in assenza di un riscontro diretto sull’animale responsabile.

Perché la specie si avvicina alla costa

Il trigone viola è una specie ovovivipara: le femmine sviluppano le uova all’interno dell’addome e, invece di deporle, le trattengono fino a quando i piccoli non sono già formati. Durante l’estate, questo comportamento riproduttivo spinge gli esemplari a spostarsi sottocosta per partorire, proprio nel periodo in cui le spiagge registrano la massima affluenza di bagnanti. Il contatto ravvicinato tra l’animale e le persone in acqua aumenta così il rischio di incontri indesiderati, e le femmine possono reagire con un attacco difensivo se si sentono minacciate dalla presenza umana.

Come riconoscere la puntura del trigone

Secondo Paduano, le lesioni osservate sui bagnanti si distinguono nettamente da un morso di pesce, ipotesi avanzata nei giorni scorsi e riferita a specie come il sarago o il pesce balestra. Il morso, spiega l’esperto, lascia margini più irregolari, dura più a lungo e permette solitamente alla vittima di vedere l’animale responsabile. Le ferite riscontrate in Cilento, al contrario, sono di natura sanguinante e improvvisa, con un dolore intenso riferito dalle vittime, tra cui una persona in terapia anticoagulante che ha subito conseguenze più severe a causa dell’emorragia.

La particolarità anatomica del trigone risiede nella coda, dotata di un aculeo ricurvo con margini seghettati simile a un amo da pesca, capace di rilasciare veleno al momento della puntura. Paduano chiarisce che, per la posizione dell’aculeo lungo la coda, l’animale colpisce generalmente solo con la punta, come segnale di avvertimento, rendendo meno frequente un affondo completo della struttura seghettata.

Le cure necessarie e le zone di avvistamento

In caso di puntura, il trattamento varia in base alla gravità della ferita: in alcuni casi si procede con la sutura, mentre il protocollo standard prevede generalmente una terapia a base di antibiotici e antinfiammatori. Le segnalazioni della presenza del trigone viola arrivano da diversi tratti della costa cilentana, con una concentrazione particolare nelle calette di Marina di Camerota, dove l’attenzione delle autorità sanitarie resta alta in vista del proseguimento della stagione balneare.

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