
«È un rischio che va sempre presidiato». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi torna sulla delicata situazione di Ceuta e sui possibili rischi legati a eventuali infiltrazioni terroristiche, intervenendo nella puntata di 10 minuti, il programma condotto da Alessandro Sallusti su Rete4.
Il tema è quello delle tensioni legate agli arrivi di migranti nella città autonoma spagnola e delle possibili conseguenze sul piano della sicurezza. Piantedosi parla di uno scenario che, a suo giudizio, richiede particolare attenzione, soprattutto alla luce delle informazioni raccolte dagli apparati di intelligence.
«Lì è successo qualcosa di incontrollato e incontrollabile», ha spiegato il ministro, riferendosi alla situazione verificatasi a Ceuta. Secondo Piantedosi, proprio un contesto di questo tipo può creare condizioni favorevoli per l’infiltrazione di soggetti considerati pericolosi.
«È pericoloso che ci sia l’infiltrazione di soggetti che possano essere in qualche modo pericolosi per la radicalizzazione di tipo islamista», ha aggiunto il titolare del Viminale, sottolineando la necessità di mantenere alta la soglia di attenzione.
Nel ragionamento di Piantedosi c’è anche un riferimento specifico al nord del Marocco, considerato un’area particolarmente sensibile sotto il profilo della sicurezza. «Il nord del Marocco è una zona sensibile da questo punto di vista», ha detto il ministro, richiamando le analisi effettuate dalle agenzie di intelligence.
Secondo Piantedosi, infatti, quelle valutazioni riguardano anche i possibili rischi di reclutamento. «Secondo analisi che sono state fatte dalle agenzie di intelligence riguardo proprio ai rischi di reclutamento», ha spiegato durante l’intervista.
Il ministro ha quindi ribadito che non si tratta, a suo giudizio, di uno scenario da sottovalutare. «È un rischio che c’è sicuramente», ha affermato, precisando che l’attenzione sul fenomeno non riguarda soltanto le autorità italiane.
Piantedosi ha infatti ricordato che un allarme analogo sarebbe stato evidenziato anche dagli apparati di sicurezza spagnoli. «È un rischio che è stato denunciato anche dalle agenzie di intelligence spagnole», ha sottolineato.
La conclusione del ministro è netta e riguarda soprattutto la necessità di prevenzione e controllo: «È un rischio che va presidiato con la massima cautela». Parole che arrivano in un momento di particolare attenzione europea sulla situazione di Ceuta e sui possibili riflessi sul fronte della sicurezza.


