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Migranti, Piantedosi: “Individuati 25 luoghi di frontiera per le procedure accelerate”

Pubblicato: 12/08/2026 21:11

Il governo prepara una nuova organizzazione delle procedure per la gestione dei migranti arrivati via mare. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’individuazione di 25 luoghi di frontiera sul territorio italiano, destinati ad accogliere le persone sbarcate dalle navi impegnate nel Mediterraneo centrale. La misura, ha spiegato il ministro, rientra nell’applicazione delle nuove regole europee sull’immigrazione.

«È semplicemente un provvedimento ministeriale adottato dal ministero dell’Interno in ottemperanza di quelle che sono le nuove regole imposte dall’Europa di gestione del fenomeno immigratorio», ha dichiarato Piantedosi durante la trasmissione 10 minuti, condotta da Alessandro Sallusti su Rete4. Il decreto, definito “frontiera diffusa”, fotografa sostanzialmente una situazione già esistente e individua 25 punti nei quali potranno essere applicate le nuove procedure.

Le procedure accelerate alla frontiera

I luoghi individuati saranno utilizzati per svolgere le cosiddette procedure accelerate di frontiera, previste dalla normativa europea. Secondo Piantedosi, i migranti arrivati sulle navi nel Mediterraneo centrale potranno essere trasferiti in questi punti per consentire uno screening più rapido delle domande di asilo e verificare in tempi più brevi chi abbia effettivamente diritto alla protezione.

Il ministro ha spiegato che l’obiettivo è ridurre drasticamente i tempi rispetto alle procedure attuali. «Si prevede di fare in 12 settimane quello che adesso avviene in 3-4 anni», ha affermato Piantedosi, riferendosi all’esame delle richieste e alle conseguenti decisioni sulla permanenza o sull’eventuale rimpatrio delle persone interessate.

Più rapidi anche i rimpatri

La velocizzazione delle verifiche, secondo il titolare del Viminale, dovrebbe avere conseguenze anche sulle espulsioni. Il sistema sarà rivolto in particolare alle persone provenienti da Paesi con un tasso statisticamente più basso di riconoscimento del diritto di asilo e a chi rientri in determinate categorie considerate potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale.

«Espulsioni più veloci come conseguenza di uno screening più veloce di chi ha diritto di asilo e chi invece questo diritto non ce l’ha», ha spiegato Piantedosi. L’obiettivo dichiarato dal governo è quindi completare più rapidamente la valutazione della domanda e, in caso di esito negativo, procedere con espulsioni più rapide rispetto a quelle attualmente previste.

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