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“Ho sempre pensato…”. Selvaggia Lucarelli a gamba tesa su Sigfrido Ranucci: esplode la polemica

Pubblicato: 12/08/2026 23:36

Anche Selvaggia Lucarelli entra nel caso Ranucci-Lavitola e lo fa ripercorrendo un episodio che, secondo la giornalista, spiega perché in passato abbia scelto di non intervenire pubblicamente sul conduttore di Report. Al centro del suo racconto ci sono le polemiche di due anni fa, quando Lucarelli partecipò alla presentazione dei palinsesti Rai in qualità di componente del cast di Ballando con le Stelle.

«Un’ultima ruota del carro», si definisce Lucarelli ricordando il ruolo che aveva in quell’occasione. Durante l’evento, un cronista le chiese un commento sulla protesta di Sigfrido Ranucci contro quello che il conduttore considerava un depotenziamento di Report. Lei, però, preferì non rispondere.

La mancata risposta, racconta oggi Lucarelli, diventò rapidamente un caso. «Nei giorni seguenti quel video fu rilanciato sui social», spiega, ricordando che «ci fu persino chi, tra i giornalisti, mi chiese conto di quella mancata risposta». Qualcuno parlò addirittura di «gelo» e la giornalista fu accusata di «poco coraggio».

Lucarelli chiarisce però che dietro quel silenzio c’era una ragione precisa. «Perché su Sigfrido Ranucci ho sempre avuto molte riserve. Umane e professionali», afferma. Una frase che segna il punto di partenza della sua lunga ricostruzione e che arriva proprio mentre il nome del conduttore è tornato al centro del dibattito dopo la confessione di Valter Lavitola.

Le critiche sulla gestione di Report

Nel suo intervento, Lucarelli allarga poi il campo alle dinamiche interne alla redazione di Report, riportando confidenze ricevute da una collega che, secondo il suo racconto, avrebbe avuto una relazione con Ranucci. Da quella testimonianza sarebbero emersi interrogativi sulla gestione delle risorse umane e delle collaborazioni all’interno della redazione.

La giornalista colloca alcuni degli episodi raccontati nel 2019 e sostiene che determinate dinamiche sarebbero state richiamate anche nell’autobiografia di Ranucci, La scelta. Nel suo post viene inoltre citata una donna proveniente dall’ambiente Cisl, che secondo la ricostruzione potrebbe avere avuto un ruolo come fonte per l’inchiesta di Report del 2020 intitolata Gli insindacabili.

Lucarelli fa riferimento anche a presunti riscontri fotografici del settembre 2020, legati al Premio Colalucci, e alla conoscenza tra Ranucci e la donna, che secondo la sua ricostruzione risalirebbe già al 2019. Un intreccio che la giornalista collega alle vicende raccontate nel libro del conduttore.

La recensione a cinque stelle su Amazon

Tra gli episodi riportati da Lucarelli c’è poi quello della recensione di La scelta comparsa su Amazon. La giornalista ricorda uno screenshot relativo a una recensione entusiastica, da cinque stelle, firmata con il nome «Emilio Cresci», ma pubblicata da un account che risultava registrato a nome di Sigfrido Ranucci.

La recensione, sottolinea Lucarelli, sarebbe stata successivamente rimossa. La giornalista utilizza l’episodio per muovere ulteriori critiche al conduttore, arrivando a parlare di «mitomania» e «narcisismo», anche richiamando i commenti che, secondo il suo racconto, sarebbero arrivati da colleghi ed ex collaboratori della redazione.

Il post di Lucarelli arriva dunque in un momento particolarmente delicato per Ranucci. Dopo la confessione di Lavitola, che ha dichiarato di essere il mandante dell’attentato al conduttore sostenendo di averlo organizzato per ottenere un rafforzamento della sua scorta, il caso ha assunto una nuova dimensione politica e mediatica.

La ricostruzione di Lucarelli aggiunge ora un altro tassello al dibattito, spostando l’attenzione anche sul profilo professionale e umano di Ranucci e sulle dinamiche che, secondo la giornalista, avrebbero caratterizzato negli anni il suo rapporto con collaboratori e colleghi. Si tratta di ricostruzioni e valutazioni di Lucarelli che andranno naturalmente distinte dai fatti oggetto dell’inchiesta giudiziaria sull’attentato.

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