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L’aereo si schianta, morto così: poi arriva l’incredibile decisione, cifra assurda

Pubblicato: 13/08/2026 09:17

Un risarcimento da 29 milioni di dollari è stato riconosciuto da una giuria di Chicago alla famiglia di Michael Ryan, funzionario delle Nazioni Unite di origine irlandese morto nel disastro aereo del Boeing 737 Max della Ethiopian Airlines nel 2019.

Ryan era a bordo del volo partito da Addis Abeba, in Etiopia, e diretto a Nairobi, in Kenya. L’aereo precipitò meno di sei minuti dopo il decollo, causando la morte di tutte le 157 persone presenti a bordo.

La causa contro Boeing

A promuovere la causa civile è stata Naoise Nee Connolly, vedova di Ryan, ingegnere del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite. La famiglia aveva rifiutato l’offerta transattiva avanzata da Boeing e scelto di sottoporre il caso al giudizio di una giuria.

Si tratta di uno dei procedimenti giudiziari legati ai due incidenti che coinvolsero il Boeing 737 Max nell’arco di cinque mesi, tra il 2018 e il marzo 2019. Complessivamente, i due disastri provocarono 346 vittime.

La famiglia aveva rifiutato l’offerta di Boeing

Nel corso delle udienze sono state esaminate le richieste dei familiari di Ryan, che aveva lavorato anche durante l’epidemia di Ebola in Liberia e a sostegno dei rifugiati Rohingya.

La vedova aveva respinto i pagamenti volontari proposti da Boeing alle famiglie delle vittime, definendoli «denaro insanguinato». La quota di 1,65 milioni di dollari che le era stata offerta è stata destinata a una fondazione impegnata nella sicurezza aerea.

Il precedente da 49,5 milioni

Boeing ha riconosciuto che il software anti-stallo fu alla base dei due incidenti e ha raggiunto accordi per risolvere gran parte delle controversie, mantenendo riservati i dettagli economici.

Il caso Ryan arriva dopo un’altra importante sentenza emessa a Chicago. A maggio, una giuria aveva stabilito un risarcimento di 49,5 milioni di dollari a favore della famiglia di Samya Stumo, 24 anni, morta sullo stesso volo della Ethiopian Airlines.

Gli avvocati della famiglia Stumo avevano accusato Boeing di negligenza nella gestione della tragedia.

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