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Addio all’anticiclone africano, Giuliacci: “Sta per essere mandato a casa”

Pubblicato: 13/08/2026 09:34

L’estate 2026 continua a essere segnata dal caldo intenso, ma all’orizzonte si intravede finalmente un possibile cambio di scenario. Dal 1° giugno al 10 agosto, la temperatura media nazionale è stata stimata in 29,1°C, rendendo questo periodo il terzo più caldo mai registrato in Italia. A pesare non sono stati soltanto i picchi, ma soprattutto la durata delle fasi roventi.

Quattro ondate di calore

L’estate è stata caratterizzata da quattro ondate di calore. L’ultima, iniziata il 29 luglio, dovrebbe protrarsi fino al 17 agosto, con temperature arrivate in diverse occasioni fino a 8 gradi sopra le medie stagionali.

Secondo le analisi del fisico dell’atmosfera Lorenzo Giovannini, alla base della persistenza del caldo c’è anche una modifica della circolazione atmosferica. L’anticiclone africano tende infatti a spingersi più frequentemente verso Nord, interessando l’Italia per periodi più lunghi e lasciando meno spazio alle correnti atlantiche e all’anticiclone delle Azzorre.

I primi segnali di tregua

Un primo allentamento della morsa potrebbe arrivare proprio a ridosso di Ferragosto. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, giovedì 13 agosto saranno 18 i capoluoghi con bollino rosso, mentre venerdì 14 agosto il numero dovrebbe scendere a sette: Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria.

La situazione dovrebbe quindi iniziare gradualmente a migliorare, anche se il caldo continuerà a interessare diverse zone del Paese.

Giuliacci annuncia la svolta

La vera svolta viene indicata a partire da domenica 16 agosto. Il colonnello Mario Giuliacci, attraverso i suoi canali social, ha annunciato che «l’anticiclone nordafricano sta finalmente per essere mandato a casa».

Secondo le previsioni del meteorologo, tra il 16 e il 21 agosto l’Italia potrebbe entrare in una fase caratterizzata da una maggiore instabilità, con temporali soprattutto al Centro-Nord e un progressivo abbassamento delle temperature.

Il rischio di temporali violenti

L’evoluzione dipenderà dalla forza della saccatura atlantica in arrivo. Il meteorologo Matteo Rossi, previsore del Consorzio Lamma tra Regione Toscana e Cnr, spiega che un affondo particolarmente deciso potrebbe favorire temporali intensi sulle regioni tirreniche, sul Nord-Ovest e in Piemonte.

Il contrasto tra l’aria più fredda in quota e il calore accumulato al suolo e nei mari potrebbe inoltre creare le condizioni per fenomeni particolarmente intensi, con fulminazioni e grandinate.

Se invece la perturbazione dovesse risultare meno incisiva, i fenomeni sarebbero più circoscritti e concentrati soprattutto nelle aree esposte alle correnti occidentali.

Il caldo arretra, l’instabilità avanza

Il calendario delineato da Giuliacci indica una progressiva estensione dei temporali. Il 16 agosto i primi fenomeni potrebbero interessare Alpi e Nord-Ovest, mentre il 17 agosto l’instabilità dovrebbe estendersi al Centro-Nord, con temperature massime inferiori ai 33°C.

Tra il 18 e il 19 agosto, i temporali potrebbero continuare a interessare il Centro-Nord e raggiungere anche la Campania. Il 20 agosto i fenomeni potrebbero coinvolgere gran parte della penisola, con una maggiore resistenza del caldo nelle estreme regioni meridionali e nelle isole.

Infine, il 21 agosto, nuovi temporali al Centro-Nord potrebbero segnare la conclusione della lunghissima fase rovente.

Dopo settimane dominate dall’anticiclone africano, dunque, Ferragosto potrebbe rappresentare l’inizio della svolta. Il caldo non scomparirà necessariamente ovunque nello stesso momento, ma l’arrivo delle correnti più fresche e dell’instabilità potrebbe finalmente interrompere la lunga egemonia dell’alta pressione africana.

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Ultimo Aggiornamento: 13/08/2026 09:37

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