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Putin caccia il capo economista della Veb: «Con l’Ucraina perderemo la guerra di logoramento»

Pubblicato: 18/08/2026 07:22

Una diagnosi durissima sull’economia russa, un confronto impietoso con l’Ucraina e soprattutto una conclusione incompatibile con la linea del Cremlino: Mosca non sarebbe in grado di vincere una lunga guerra di logoramento contro Kiev. Parole che sarebbero costate il posto ad Andrei Klepach, dal 2014 capo economista della Veb, la seconda banca russa e istituto controllato dallo Stato.

Klepach non è un economista qualunque. Tra il 2008 e il 2014 è stato viceministro dello Sviluppo economico e ha lavorato accanto a figure oggi centrali nel sistema di potere russo, come la governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina e l’attuale ministro della Difesa Andrei Belousov. Proprio per questo le sue critiche hanno assunto un peso politico particolare.

Le critiche all’economia russa e alla guerra in Ucraina

Il caso è esploso dopo la diffusione del contenuto di un intervento tenuto da Klepach a maggio davanti al Nikitsky Club della Borsa di Mosca. L’economista aveva sostenuto che la Russia stesse perdendo terreno sul piano tecnologico ed economico non soltanto rispetto a Cina e Stati Uniti, ma persino rispetto all’Ucraina, nonostante le devastazioni provocate dalla guerra.

Secondo Klepach, Kiev è riuscita a mantenere in piedi la propria economia anche grazie all’enorme sostegno finanziario occidentale. Mosca, al contrario, starebbe vedendo crescere progressivamente i costi della guerra. L’economista aveva inoltre messo in guardia dal rischio di una futura crisi sociale, ricordando come grandi rotture della storia russa, dalla Rivoluzione di febbraio al crollo dell’Urss, siano arrivate quando pochi se le aspettavano.

Nel suo intervento aveva criticato anche la crescente dipendenza dalla Cina e l’aumento delle diseguaglianze interne. La conclusione era stata ancora più netta: la Russia, secondo Klepach, non sarebbe in grado di vincere una guerra di logoramento contro l’Ucraina.

Il quotidiano russo indipendente The Bell, citando proprie fonti, sostiene che il licenziamento sia arrivato direttamente su indicazione del Cremlino proprio a causa di quelle dichiarazioni. Una versione che inserisce l’allontanamento dell’economista nel clima di crescente rigidità intorno alla linea scelta da Vladimir Putin sulla guerra.

I timori espressi da Klepach arrivano mentre anche la Banca centrale russa ha prospettato per il 2026 la possibilità di una crescita economica nulla. Nei primi quattro mesi dell’anno il deficit di bilancio avrebbe raggiunto gli 81 miliardi di dollari, mentre Mosca continua a destinare ingenti risorse alla guerra, aumenta la pressione fiscale sulle piccole imprese e deve fare i conti con gli effetti delle sanzioni europee e con gli attacchi ucraini contro infrastrutture petrolifere e logistiche russe.

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