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“Ero con lei, aveva paura”. Stefania Cappa: bomba sugli ultimi giorni di Chiara

Pubblicato: 18/08/2026 14:15

A diciannove anni dal delitto di Garlasco, un ricordo riporta al centro della scena gli ultimi giorni di Chiara Poggi. A raccontarlo è la cugina Stefania Cappa, che ha descritto una Chiara più attenta del solito a porte e finestre e profondamente scossa da un episodio avvenuto pochi giorni prima dell’omicidio, il 13 agosto 2007, nella villetta di via Pascoli.

È un frammento struggente, tornato alla luce mentre le nuove indagini riaccendono i riflettori su uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia. Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva il suo allora fidanzato, Alberto Stasi, ma le parole di chi frequentava la giovane nelle settimane precedenti continuano a suscitare domande e a rendere ancora più drammatico il racconto di quei giorni.

Garlasco, il racconto delle cugine a Zona Bianca

Le dichiarazioni di Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi, sono state ripercorse durante Zona Bianca. Le due donne erano state ascoltate il 5 maggio a Milano come persone informate sui fatti. In particolare, l’audizione di Stefania ha restituito l’immagine di una ragazza che, secondo la percezione della cugina, aveva cambiato atteggiamento nella quotidianità trascorsa da sola in casa.

“In quel periodo ci eravamo molto avvicinate. La frequentavo qualche pomeriggio a settimana, stavamo insieme per un’ora e mezza circa – ha raccontato ai carabinieri che l’hanno sentita come testimone nei giorni scorsi –. Se avevo notato un cambiamento di atteggiamento da parte sua? Di sicuro era molto più attenta alle porte e alle finestre. Lo legavo al fatto che fosse da sola in casa più che a preoccupazioni particolari”.

“Mi sembrava molto spaventata”: l’allarme e la corsa in via Pascoli

Tra i ricordi più impressi nella memoria di Stefania Cappa c’è un episodio avvenuto qualche giorno prima del delitto di Garlasco. Le due cugine erano nella villetta quando sentirono suonare un allarme proveniente dall’esterno. Una scena improvvisa, rimasta scolpita nel tempo e oggi tornata a pesare nel mosaico degli ultimi giorni di Chiara Poggi.

“Mentre eravamo in casa insieme, ad un certo punto sentimmo suonare un allarme all’esterno – racconta ai carabinieri –. Vidi Chiara uscire di corsa in strada proprio su via Pascoli. Mi sembrava molto spaventata. Su mia domanda, rispose che voleva uscire per verificare che non ci fossero ladri in giro, poiché loro avevano subito diversi furti”.

Il dettaglio rimasto impresso e i nuovi interrogativi

La reazione della cugina colpì Stefania al punto da farle ricordare persino come Chiara fosse vestita in quell’istante. “Quell’episodio mi restò molto impresso, ricordo bene cosa indossava Chiara: un completino bianco, composto da una canottiera a spalla larga e un pantaloncino corto. Ai piedi aveva le infradito, era scappata fuori di casa così”, prosegue il racconto.

Ma è il dopo, secondo Stefania Cappa, a rendere quell’episodio ancora più inquietante. “Ricordo che una volta rientrata in casa non si era calmata subito, per questo dico che la sua reazione fu assolutamente spropositata rispetto alla situazione”. Parole che non consentono di stabilire cosa temesse davvero Chiara, né di collegare quel momento a ciò che sarebbe accaduto pochi giorni dopo. Restano però nel cuore del caso Garlasco: la fotografia dolorosa di una giovane donna, turbata e vulnerabile, nei giorni che precedettero una tragedia che continua a lasciare l’Italia attonita.

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