
La sicurezza all’interno dei grandi snodi strategici dell’infrastruttura nazionale torna al centro dell’attenzione dopo mesi di riscontri e verifiche ad alto impatto. Un sistema collaudato di movimenti rapidi, mimetizzato tra la folla distratta dei viaggiatori in continuo movimento, è finito al centro di una serrata attività d’indagine condotta con estrema precisione dalle forze dell’ordine. Dietro un’apparente casualità si celava una vera e propria organizzazione in grado di agire a ritmi impressionanti, approfittando dei momenti di maggiore calca per mettere a segno colpi fulminei. Il lavoro congiunto degli inquirenti ha infine spezzato una catena di episodi reiterati nel tempo.
La Polizia di Stato ha arrestato dieci donne, ritenute responsabili di oltre cento furti ai danni di passeggeri in transito all’aeroporto di Malpensa. L’indagine è stata coordinata dalla Procura di Busto Arsizio e dalla Procura per i Minorenni di Milano, e si è conclusa con l’emissione di misure cautelari in carcere per tutte le indagate. Gli inquirenti hanno ricostruito un «modus operandi» ormai consolidato dal gruppo, capace di colpire più volte senza destare sospetti nei terminal dello scalo varesino.
La tecnica dei colpi e il lavoro investigativo
Le donne approfittavano dell’affollamento degli ascensori, coprendo i movimenti con borse o giacche, per distrarre le vittime e sottrarre in pochi secondi portafogli, contanti e oggetti di valore. A incastrarle è stato il lavoro degli agenti della Polizia di Frontiera, che hanno analizzato nel dettaglio le immagini delle telecamere di sorveglianza, confrontandole con i fotosegnalamenti già in loro possesso, oltre a servizi di appostamento e pedinamento sul campo.
Alle misure cautelari, oltre alla Polizia di Frontiera di Malpensa, hanno partecipato anche altri uffici di polizia dislocati sul territorio nazionale, segno della mobilità con cui le indagate si spostavano tra diverse zone del Paese per compiere i loro blitz. L’operazione mette fine a una scia di episodi che per mesi aveva creato forte allarme tra i passeggeri dello scalo intercontinentale, confermando l’importanza di un controllo capillare negli snodi di viaggio più frequentati d’Italia.


