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Mauro Poncini si schianta e muore: sport italiano sotto shock

Pubblicato: 20/08/2026 12:03

È morto a soli 29 anni Mauro Poncini, pilota motociclistico svizzero rimasto vittima di un tragico incidente durante le qualifiche del Manx Grand Prix 2026 sull’Isola di Man. A confermare la morte del centauro ticinese sono stati gli stessi organizzatori della manifestazione. Poncini, originario di Caslano, stava partecipando per la prima volta al Manx GP e affrontava dunque da esordiente il celebre e pericolosissimo Mountain Course.

L’incidente si è verificato martedì 18 agosto nella zona di Cruickshanks, a Ramsey, durante il primo giro della seconda sessione di qualificazione. Nel comunicato con cui è stata annunciata la morte del pilota non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla dinamica dell’incidente. Gli organizzatori del Manx Grand Prix hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia, alla compagna e alle persone vicine al motociclista svizzero.

Nonostante fosse un rookie al Manx Grand Prix, Mauro Poncini aveva già maturato una significativa esperienza nelle corse motociclistiche su strada. Il 29enne era infatti un volto conosciuto dell’International Road Racing Championship, competizione nella quale aveva gareggiato principalmente nella categoria Supersport, costruendosi negli anni una reputazione nel panorama delle road races europee.

Aveva inoltre già affrontato più volte un’altra delle manifestazioni simbolo di questa specialità, la North West 200 in Irlanda del Nord. Proprio nell’edizione 2026, disputata pochi mesi prima della trasferta sull’Isola di Man, Poncini aveva corso con l’Aprilia dello Scott Racing Motorcycles, mostrando una buona competitività nella categoria Supertwin/Sportbike. Nelle qualifiche aveva fatto segnare l’ottavo tempo, mentre nella gara del sabato aveva conquistato il decimo posto, con una media superiore ai 172 km/h.

Il Manx GP 2026 rappresentava però una nuova sfida. Per Poncini era infatti la prima esperienza sul tracciato stradale dell’Isola di Man, lo stesso Mountain Course utilizzato per il Tourist Trophy: oltre 60 chilometri tra centri abitati, muri, marciapiedi e velocissimi tratti di montagna. Una prima partecipazione terminata tragicamente già durante le qualifiche, con la morte di un pilota che, nonostante il debutto al Manx, aveva alle spalle anni di esperienza nel difficile mondo delle corse su strada.

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