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Influenza 2027, Bassetti lancia l’allarme: “Casi gravi”. Cosa succede

Pubblicato: 24/08/2026 18:20

La prossima stagione influenzale in Italia è ancora tutta da definire, ma dall’Australia arrivano i primi dati che potrebbero offrire indicazioni sull’andamento dei mesi autunnali e invernali. Nel Queensland, dove la stagione influenzale precede quella dell’emisfero boreale, i casi sono tornati a crescere dopo settimane di circolazione contenuta.

Secondo l’ultimo rapporto sanitario regionale, relativo al periodo compreso tra il primo gennaio e il 16 agosto 2026, nella settimana dal 10 al 16 agosto sono stati registrati 1.449 nuovi casi di influenza, il 33% in più rispetto ai 1.093 della settimana precedente. Dall’inizio dell’anno le infezioni sono state complessivamente 15.560, comunque il 73% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Influenza A dominante: oltre 13mila casi

Nel Queensland il virus maggiormente diffuso è l’influenza A, con 13.736 casi sui 15.560 complessivi. L’influenza B ha invece fatto registrare 1.612 infezioni.

Sul fronte degli ospedali, dall’inizio dell’anno sono stati 1.443 i ricoveri per influenza. Quasi la metà ha riguardato persone di almeno 65 anni, confermando il maggiore impatto delle infezioni respiratorie sulle fasce più fragili.

I numeri complessivi sono comunque nettamente inferiori a quelli dello scorso anno. Nel 2025, nello stesso periodo, i ricoveri per influenza erano stati 5.626. Il dato suggerisce quindi una stagione australiana meno pesante rispetto alla precedente, anche se il recente aumento dei contagi viene seguito con attenzione.

Influenza, Rsv e Covid: andamenti differenti

Il rapporto del Queensland mostra inoltre un andamento diverso tra i principali virus respiratori. Nella settimana compresa tra il 10 e il 16 agosto, l’influenza ha registrato l’incremento più significativo, mentre i casi di virus respiratorio sinciziale (Rsv) sono diminuiti del 15%, passando da 635 a 539.

Dall’inizio del 2026 sono stati rilevati 20.785 casi di Rsv, il 13% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il virus continua a colpire soprattutto i bambini piccoli: oltre 5.200 infezioni hanno riguardato minori di due anni. I ricoveri complessivi sono stati 2.578, con quasi un terzo dei pazienti appartenente alla fascia sotto i due anni.

Per il Covid-19 il quadro è ancora diverso: i casi hanno registrato un leggero aumento nell’ultima settimana monitorata, ma il bilancio complessivo resta inferiore a quello del 2025.

Bassetti: “Potrebbero circolare meno virus, ma più aggressivi”

A invitare alla prudenza sull’interpretazione dei dati è l’infettivologo Matteo Bassetti. Secondo quanto riportato dal Mattino, l’esperto ha sottolineato che una riduzione dei contagi non significa necessariamente un impatto minore sulla popolazione.

Potrebbe darsi che ci sia una circolazione minore di virus, ma una circolazione maggiore di virus più aggressivi”, ha spiegato Bassetti, osservando come in alcune aree la pressione sugli ospedali possa risultare persino superiore rispetto allo scorso anno.

Per l’infettivologo è però ancora presto per trarre conclusioni sulla stagione che arriverà in Italia. Saranno soprattutto i prossimi aggiornamenti dall’Australia e dagli altri Paesi dell’emisfero meridionale a fornire ulteriori elementi.

L’esperienza del 2025 mantiene alta l’attenzione

La stagione precedente era stata particolarmente impegnativa sia in Australia sia in Italia. Per questo motivo gli esperti stanno osservando con attenzione non soltanto la quantità dei contagi, ma anche la gravità delle infezioni e l’eventuale pressione esercitata sugli ospedali.

Al momento, dunque, i dati australiani restituiscono un quadro contrastante: meno casi e ricoveri rispetto al 2025, ma una nuova crescita dei contagi nelle ultime settimane. Non è ancora possibile stabilire se lo stesso andamento si ripeterà in Italia.

I sintomi dell’influenza

I sintomi più comuni dell’influenza comprendono febbre alta, tosse secca, mal di gola, dolori muscolari e articolari, mal di testa, forte stanchezza e congestione nasale.

Nella maggior parte delle persone giovani e in buona salute l’infezione si risolve senza complicazioni. Maggiore attenzione è invece necessaria per anziani e soggetti fragili, nei quali le infezioni respiratorie possono assumere forme più severe.

Per capire quale sarà realmente l’impatto della prossima stagione influenzale in Italia sarà quindi necessario attendere i prossimi dati epidemiologici. Il quadro australiano rappresenta un primo indicatore, ma non consente ancora di prevedere con certezza né la diffusione né la gravità dell’influenza nel nostro Paese.

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