
Il futuro di Sigfrido Ranucci in Rai sembra ormai avviato verso una svolta. Secondo quanto riportato da Il Giornale, l’azienda starebbe preparando la sua uscita dalla conduzione di Report, valutando contestualmente un nuovo incarico per il giornalista a RaiNews o al Tg3. Intanto, per la successione alla guida del programma di Rai3, sarebbero in valutazione diversi nomi, con l’ipotesi di una conduzione più corale.
Ranucci verso un nuovo incarico in Rai
In Viale Mazzini si sarebbe tenuta una riunione dedicata al futuro di Ranucci. Le ipotesi principali per il suo ricollocamento riguarderebbero RaiNews e Tg3, con la possibilità di un incarico da caporedattore o di un ruolo operativo all’interno di una delle due testate.
La decisione sarebbe accompagnata da particolare cautela, anche alla luce delle pressioni politiche legate alla vicenda. L’azienda starebbe inoltre valutando gli aspetti giuridici della scelta, con l’obiettivo di evitare possibili conseguenze successive.
Secondo le indiscrezioni, la lettera destinata a Ranucci potrebbe arrivare nelle prossime ore o nei prossimi giorni.
Ruffo e Valesini tra i nomi per Report
Per la successione alla guida di Report il nome che avrebbe maggiori possibilità sarebbe quello di Federico Ruffo, attualmente conduttore di Mi manda Rai Tre. Il giornalista sarebbe già atteso anche alla conduzione di due prime serate del programma, previste per l’8 e il 15 settembre.
Tra le ipotesi considerate ci sarebbe anche Giulio Valesini, già componente della squadra di Report, così come Giorgio Mottola. Entrambi sarebbero considerati vicini a Ranucci.
Un’altra possibilità porterebbe invece a Riccardo Iacona, volto di Presa diretta. Il giornalista potrebbe assumere il ruolo di traghettatore nella fase di transizione.
Sarebbe invece al momento esclusa Sabrina Giannini, il cui nome era circolato nelle ultime ore.
L’ipotesi di una conduzione a due
La possibile sostituzione di Ranucci potrebbe coincidere con una riorganizzazione complessiva di Report. L’azienda starebbe valutando una conduzione più corale, con due figure al posto di un unico conduttore.
L’obiettivo sarebbe quello di ridurre il peso dei personalismi e separare maggiormente il lavoro della squadra autorale da quello della conduzione. Una scelta che, secondo le valutazioni riportate dal quotidiano, potrebbe modificare l’assetto storico del programma.
Il dossier Lavitola e il Comitato Etico
Sul futuro di Report pesano anche gli sviluppi del Comitato Etico della Rai. La relazione, secretata, sarebbe stata consegnata all’amministratore delegato Giampaolo Rossi prima di Ferragosto.
Tra gli elementi da chiarire ci sarebbe inoltre il possibile ruolo di Valter Lavitola all’interno del programma. L’azienda starebbe valutando l’ipotesi di un audit per verificare eventuali ingerenze, possibili pressioni o contatti legati alla realizzazione dei servizi.
L’obiettivo sarebbe fare chiarezza sui rapporti tra il faccendiere e il programma e stabilire se vi siano stati episodi in grado di creare un ulteriore danno d’immagine alla Rai.
Il legale di Ranucci: “È persecuzione”
Roberto De Vita, legale di Ranucci, contesta però l’impostazione della vicenda e sostiene che nei confronti del giornalista sia in corso una vera e propria persecuzione.
Ranucci, dal canto suo, rivendica di aver agito correttamente e di avere la coscienza a posto. Sul rapporto con Lavitola ha spiegato di non aver percepito un rischio concreto che lo inducesse a denunciarlo.
La vicenda continua così a dividere l’ambiente Rai, mentre resta da definire sia il futuro professionale di Ranucci sia il nuovo assetto di Report.
La Commissione europea segue il caso
Sul dossier è intervenuta anche la Commissione europea. Una portavoce, secondo quanto riferito all’Adnkronos, ha fatto sapere che Bruxelles continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda relativa a Report e risponderà “a tempo debito” alla lettera inviata dal gruppo Ecr alla vicepresidente esecutiva.
Nella missiva viene chiesto di verificare se il programma possa entrare in contrasto con i principi di imparzialità previsti dall’European Media Freedom Act. Il futuro di Report resta quindi legato non soltanto alle decisioni interne alla Rai, ma anche agli sviluppi istituzionali della vicenda.


