Vai al contenuto

Caso Ranucci, Bruno Vespa rompe il silenzio: “Pensate se al posto suo ci fossi stato io”

Pubblicato: 26/08/2026 23:15

Una frase, lasciata volutamente a metà, è bastata a Bruno Vespa per entrare nel caso che da giorni agita la Rai. Dal palco di Una Montagna di Libri, a Cortina d’Ampezzo, il conduttore di Porta a porta ha parlato della vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci, senza però entrare direttamente nel merito delle decisioni che l’azienda potrebbe assumere nei confronti del giornalista di Report.

«Ho ancora un’etica aziendale, sono l’ultimo giapponese, quindi non parlo delle cose che riguardano casa mia. Dico solo una cosa, do un segnale: pensate se al posto di Ranucci ci fossi stato io».

Vespa si è fermato qui. Nessuna spiegazione ulteriore, ma un paragone destinato inevitabilmente ad alimentare il dibattito sul trattamento riservato al conduttore di Report e sulle reazioni politiche e sindacali che hanno accompagnato il caso.

Vespa: «Sono l’ultimo giapponese»

La premessa scelta dal giornalista è stata quella della fedeltà all’azienda. Definendosi «l’ultimo giapponese», Vespa ha rivendicato la scelta di non commentare pubblicamente le vicende interne alla Rai.

Poi, però, è arrivata quella frase su Ranucci. Un riferimento che suggerisce una domanda senza formularla apertamente: quali sarebbero state le reazioni se una vicenda analoga avesse riguardato il volto storico di Porta a porta?

Vespa non ha esplicitato la risposta e non ha citato partiti, sindacati o esponenti politici. La sua osservazione arriva però mentre intorno a Ranucci si è sviluppato un confronto che ha coinvolto anche il Parlamento, il sindacato dei giornalisti Rai e il tema della libertà di stampa.

Anche Vespa era finito davanti al Comitato etico Rai

Il riferimento assume un significato particolare perché anche Bruno Vespa in passato è stato oggetto di un’iniziativa davanti al Comitato per il codice etico della Rai.

Era il marzo del 2020, quando il consigliere d’amministrazione Riccardo Laganà e l’allora segretario dell’Usigrai Vittorio Di Trapani presentarono un esposto al Comitato e uno al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio.

La vicenda riguardava alcune dichiarazioni di Vespa su Medici Senza Frontiere e le sue considerazioni sul «sapore politico» della sospensione del proprio programma. In quell’occasione il giornalista parlò di censura. L’esito dell’istruttoria del Comitato etico non venne reso pubblico.

Una vicenda che presenta dunque una differenza evidente rispetto a quella attuale: nel caso Ranucci, convocazione, audizione durata diverse ore, valutazioni del Comitato e possibili scenari professionali sono diventati oggetto di un dibattito pubblico quotidiano.

Cosa sta succedendo a Sigfrido Ranucci

Intanto, all’interno della Rai prosegue il confronto sul futuro professionale del giornalista. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore degli Affari legali Francesco Spadafora e il direttore delle Risorse umane Felice Ventura avrebbero lavorato nelle ultime ore sulle possibili soluzioni per un nuovo incarico.

Ranucci è capo autore di Report e vicedirettore ad personam dell’Approfondimento. Tra le ipotesi considerate ci sarebbe una sua ricollocazione in una testata.

Qualora non fosse raggiunta un’intesa, il contratto integrativo sottoscritto dall’Usigrai prevede la proposta di tre incarichi considerati equivalenti dal punto di vista professionale.

Ranucci: «I vertici Rai lavorano al mio allontanamento da Report»

Il diretto interessato ha però già fatto sapere di non voler trattare su un’uscita dal programma.

«In queste ore e in questi giorni i vertici Rai sono al lavoro per il mio allontanamento da Report», ha scritto Ranucci su Facebook.

Intercettato a Cerveteri, il giornalista ha inoltre spiegato che prenderebbe in considerazione soltanto un incarico che considerasse migliore rispetto al programma che attualmente conduce. Una posizione che rende ancora più complessa la ricerca di un’intesa sul suo futuro.

L’inchiesta sull’attentato a Ranucci

Parallelamente alla vicenda interna alla Rai continua anche l’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Ranucci.

Il giornalista è parte offesa nell’indagine ed è considerato estraneo ai fatti dal gip. Valter Lavitola si trova in carcere con l’accusa di essere il presunto mandante, mentre per giovedì 27 agosto è previsto l’interrogatorio dei quattro arrestati indicati come presunti esecutori materiali.

È in questo clima che arriva la frase di Bruno Vespa. Poche parole, senza un’accusa esplicita e senza entrare nel merito delle valutazioni aziendali: «Pensate se al posto di Ranucci ci fossi stato io». Un’osservazione destinata comunque ad aggiungere un nuovo elemento al confronto che attraversa in queste settimane la Rai.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure