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Giorgia muore a 11 anni, la «principessa sorriso» non ce l’ha fatta

Pubblicato: 27/08/2026 19:59

«Scusate la brevità del post ma non so che scrivere ora. Giorgia non ce l’ha fatta». Poche parole, quelle pubblicate dai genitori, per annunciare una notizia che ha lasciato nello sconforto le tante persone che negli anni avevano imparato a conoscere la storia di Giorgia Kus. La bambina è morta a soli 11 anni, dopo essere stata colpita da una grave polmonite mentre si trovava in Spagna con la famiglia.

A comunicare la sua morte, giovedì 27 agosto, sono stati mamma e papà attraverso la pagina social La forza di Giorgia Kus, sulla quale da anni raccontavano le battaglie quotidiane della figlia, i suoi progressi e le difficoltà legate a una malattia mai diagnosticata con precisione che l’aveva colpita quando era ancora piccolissima.

Giorgia, originaria di Trieste ma da tempo residente a Conegliano, in provincia di Treviso, era conosciuta anche come la «principessa sorriso» per l’allegria con cui affrontava una quotidianità segnata da terapie, riabilitazione e ostacoli che non le avevano impedito di continuare a conquistare nuovi traguardi.

La polmonite durante il viaggio in Spagna

Giorgia era partita con i genitori per la Spagna per andare a trovare il nonno prima del ritorno a scuola. Proprio la scuola rappresentava una delle nuove battaglie che la bambina e la sua famiglia stavano affrontando, tra la necessità di strutture adeguate alle sue esigenze e la presenza di barriere architettoniche.

Durante il soggiorno, però, le sue condizioni di salute sono improvvisamente peggiorate. La bambina è stata colpita da una polmonite e ha cominciato ad accusare gravissime difficoltà respiratorie.

La situazione è precipitata rapidamente e Giorgia è stata ricoverata d’urgenza in un ospedale della provincia di Alicante.

Il ricovero e le condizioni sempre più gravi

Erano stati gli stessi genitori, attraverso la pagina dedicata alla figlia, ad aggiornare nelle ultime giornate le persone che seguivano la sua storia.

Le condizioni della bambina erano apparse subito molto serie. Il suo organismo, già provato dalla patologia con cui conviveva dall’infanzia, ha dovuto affrontare una nuova e durissima battaglia. Nel corso del ricovero i medici sono stati costretti anche a intubarla a causa delle difficoltà respiratorie.

Per giorni le condizioni di Giorgia hanno attraversato momenti di miglioramento e nuovi peggioramenti. Familiari e amici hanno continuato a sperare che potesse superare anche questa prova, come era già accaduto molte altre volte nella sua vita.

Poi, nelle scorse ore, l’annuncio dei genitori: Giorgia è morta.

La malattia senza un nome e il ricovero a quattro anni

La sua storia era diventata conosciuta già nel 2019, quando Giorgia aveva appena quattro anni. La bambina era stata ricoverata in terapia intensiva a Padova in condizioni gravissime per una patologia che i medici non erano riusciti a identificare con una diagnosi definitiva.

Per un lungo periodo era rimasta in sedazione profonda e collegata a un polmone artificiale. La malattia aveva avuto conseguenze pesantissime e Giorgia aveva perso anche la capacità di camminare.

Era cominciato così un lunghissimo percorso di cure e riabilitazione, proseguito a Conegliano. Passo dopo passo erano arrivati i progressi, accompagnati però da numerose difficoltà pratiche e sanitarie che la famiglia aveva raccontato pubblicamente anche per sensibilizzare sulle necessità dei bambini con disabilità.

Quell’allegria che l’aveva resa la «principessa sorriso»

Negli anni la pagina La forza di Giorgia Kus era diventata il diario della sua vita. I genitori condividevano le conquiste della figlia, le terapie, le battaglie per ottenere ciò di cui aveva bisogno e anche i momenti felici. Attraverso la pagina erano state promosse inoltre raccolte di donazioni destinate alle sue cure.

A colpire chi la seguiva era soprattutto il modo in cui Giorgia affrontava le difficoltà: con una determinazione e un’allegria che le avevano fatto guadagnare il soprannome di «principessa sorriso».

Stava preparando ancora una volta il suo ritorno a scuola, affrontando insieme alla famiglia gli ostacoli che rendevano complicata la sua quotidianità. Il viaggio in Spagna doveva essere una parentesi prima dell’inizio di un nuovo anno scolastico. L’improvvisa polmonite ha invece interrotto a soli undici anni una vita trascorsa, fin dall’infanzia, a combattere contro una malattia che non aveva mai avuto un nome.

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