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Garlasco, scontro feroce tra De Rensis e Stefania Cappa: “Ma come si permette?

Pubblicato: 28/08/2026 13:07

La nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco entra nella fase finale. La chiusura delle indagini preliminari sull’indagine che coinvolge Andrea Sempio è prevista per il 28 settembre, quando gli inquirenti dovranno decidere se chiedere il rinvio a giudizio.

Intanto Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi: dal 2015 sta scontando una pena di 16 anni. Sul caso continua però lo scontro tra l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, e la famiglia Cappa.

Lo scontro in tv

La vicenda è stata affrontata durante una puntata di Zona Bianca, il programma di approfondimento condotto da Giuseppe Brindisi su Rete 4. In studio De Rensis ha respinto le accuse rivoltegli dalla famiglia di Stefania e Paola Cappa, che da mesi lo indicano come parte di una presunta «regia occulta» finalizzata a danneggiare la loro reputazione e favorire la riabilitazione di Stasi.

L’avvocato ha quindi parlato della telefonata ricevuta il 13 luglio da Stefania Cappa, sottolineando che, se avesse saputo che la donna era consapevole del suo ruolo di difensore di Stasi, avrebbe reagito diversamente.

«Avrei preso il telefono e avrei detto: lei come si permette di chiamarmi? Lei come si permette di chiamare il difensore di Stasi? Lei, che tra l’altro è stata testimone nel procedimento contro Stasi», ha affermato De Rensis.

«Sarei un collega riprovevole»

L’avvocato ha poi spiegato perché, a suo giudizio, non avrebbe potuto accettare un’eventuale richiesta professionale proveniente da Cappa.

«Lei sa, in qualità di avvocato, che qualora io accettassi sarei un suo collega riprovevole, tradirei la stima della mia collega e del mio assistito», ha detto De Rensis, rispondendo alle domande di Brindisi.

Alla domanda del conduttore sulle ragioni che avrebbero spinto Cappa a contattarlo, l’avvocato ha risposto: «Questo sta nella mente dell’avvocato Cappa e non nella mia».

Il riferimento al doping

Nel corso dell’intervento De Rensis ha inoltre fatto riferimento a un caso di doping da lui seguito in passato e alla questione della «contaminazione».

«Premesso che io ho difeso personaggi dello sport, campioni del mondo, medaglie olimpiche per doping, chiunque si occupi minimamente di diritto sportivo sa che l’unica difesa per i processi di doping, e io ne ho fatti diversi, è la contaminazione», ha spiegato.

La querela di Stefania Cappa

Lo scontro giudiziario si inserisce nella querela presentata ad aprile da Stefania Cappa alla Procura di Milano. Il documento, composto da 24 pagine, riguarda De Rensis e altre persone che, secondo Cappa, avrebbero gettato ombre sulla sua famiglia nell’ambito dell’omicidio di Chiara Poggi.

Tra i destinatari delle accuse figurano anche Alessandro De Giuseppe, de Le Iene, e Francesco Marchetto, ex comandante della stazione dei carabinieri di Garlasco.

Alla querela sarebbero state allegate registrazioni audio e il dossier di un investigatore privato, presentati a sostegno delle accuse e della ricostruzione fornita da Cappa.

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