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Chiudono le famose montagne russe: “Hanno causato coma e decessi”

Pubblicato: 28/08/2026 21:38

Una trappola ad alta velocità mascherata da rito di passaggio per gli amanti del brivido estremo. Una serie di drammatici incidenti ha portato al centro delle cronache internazionali una nota attrazione meccanica, capace di trasformare un momento di svago in un incubo clinico. Le testimonianze raccolte e le indagini giornalistiche tratteggiano un quadro allarmante sui rischi legati a sollecitazioni fisiche eccessive, dove accelerazioni brutali e rotazioni improvvise hanno causato traumi cranici irreversibili, stati di coma e perfino la perdita della vita tra diversi frequentatori.

L’incidente di Pamela Guillen

L’episodio che ha fatto esplodere il caso su scala globale si è verificato all’interno del famoso parco divertimenti Six Flags di Valencia, situato nello stato della California. Durante un giro effettuato a bordo delle montagne russe X2 insieme alla propria figlia, la quarantenne Pamela Guillen, residente alle Hawaii, ha subito un violentissimo impatto della testa contro il poggiatesta del sedile. La forza dell’urto ha provocato la immediata perdita di conoscenza della donna. Il trasporto d’urgenza in ospedale e i successivi esami diagnostici tramite TAC hanno rivelato la presenza di un grave ematoma subdurale accompagnato da una pericolosa compressione cerebrale. A distanza di tempo, la vittima continua a lottare con forti emicranie e deve sottoporsi a terapie farmacologiche quotidiane per prevenire l’insorgenza di crisi convulsive, vedendo radicalmente compromessa la propria autonomia e la propria qualità di vita.

I casi recenti e la chiusura

La drammatica sequenza di eventi non si è fermata alla vicenda di Pamela Guillen. A distanza di pochissimi giorni, Naomi Greer-Wilkinson, una ragazza di venticinque anni residente a Los Angeles, ha vissuto la medesima tragedia sulla stessa attrazione. La giovane ha perso i sensi durante il tragitto ed è stata ricoverata in condizioni critiche a causa di un profondo trauma cranico, venendo posta in stato di coma. Di fronte all’evidenza dei fatti e alla pressione mediatica scaturita dalle rivelazioni della rete televisiva Cnn, la direzione della struttura californiana si è vista costretta a disporre la chiusura definitiva dell’impianto il 12 luglio. L’ottovolante X2, famoso per scagliare i carrelli a una velocità superiore ai 120 chilometri orari mentre le sedute ruotano autonomamente di 360 gradi, si è rivelato un potenziale pericolo per l’incolumità dei visitatori.

I precedenti giudiziari

Un’approfondita inchiesta giornalistica ha dimostrato che le criticità legate a queste montagne russe affondano le radici in una storia decennale di incidenti analoghi, rimasti a lungo nell’ombra. Proprio recentemente la società proprietaria del parco ha raggiunto un accordo economico extragiudiziale per estinguere la causa di omicidio colposo promossa dalla famiglia di Christopher Hawley, un ragazzo di soli ventidue anni deceduto nel 2022 a seguito di una lesione cerebrale correlata al giro sulla medesima giostra. Nonostante l’azienda continui a respingere ogni addebito formale, l’accumularsi di denunce e risarcimenti evidenzia la gravità di una situazione che va oltre la singola fatalità, ponendo interrogativi inderogabili sui protocolli di sicurezza e sui limiti fisici a cui sottoporre il corpo umano nei parchi tematici.

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Ultimo Aggiornamento: 28/08/2026 21:47

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