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Sparatoria al rave in Svizzera, spunta la pista terrorismo: il killer avrebbe sparato dall’esterno

Pubblicato: 31/08/2026 08:40

La pista terroristica entra ufficialmente nell’inchiesta sulla sparatoria al rave di Aarau, in Svizzera. Gli investigatori non escludono che l’attacco possa essere stato un attentato e, allo stesso tempo, stanno lavorando sull’ipotesi che chi ha aperto il fuoco fosse appostato all’esterno dell’area della festa, probabilmente nei pressi del bosco vicino al parcheggio.

Il comandante della polizia cantonale dell’Argovia, Michael Leupold, ha indicato tre scenari investigativi considerati al momento sullo stesso piano: terrorismo, gesto di un individuo isolato oppure un’azione criminale legata a un movente ancora sconosciuto. Nessuna delle ipotesi, allo stato attuale, viene ritenuta prevalente.

A complicare ulteriormente il quadro è il ritrovamento di bossoli di due calibri differenti, da 9 millimetri e da 4,5 millimetri. Un elemento che potrebbe indicare l’impiego di armi diverse e che non consente ancora di escludere la presenza di più di un aggressore. Le prime ricostruzioni continuano però a concentrarsi sulla figura di un singolo uomo armato.

Il killer potrebbe aver sparato dal bosco

Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, una prima raffica sarebbe partita da una posizione distante rispetto al rave, nella zona del bosco vicino al parcheggio. Alcuni presenti avrebbero riferito di aver visto una figura scura in fuga con un’arma lunga. Successivamente sarebbero stati esplosi altri colpi da una posizione più ravvicinata.

La ricostruzione coincide con quanto riferito dal responsabile della sicurezza della manifestazione, secondo il quale gli spari arrivavano dall’esterno. All’ingresso del rave erano stati effettuati controlli sui partecipanti e, secondo gli organizzatori, nessuno avrebbe potuto introdurre armi all’interno del perimetro.

La musica era già stata fermata e nell’area erano rimaste circa sessanta persone quando sono iniziati gli spari. Gli addetti alla sicurezza hanno aperto le vie di fuga dalla parte opposta rispetto alla provenienza dei colpi, verso il fiume Aar, evacuando i presenti mentre alcuni ragazzi, sotto shock, rimanevano immobili.

La polizia continua intanto la caccia all’uomo con circa 200 agenti di rinforzo. Alle ricerche partecipa anche la polizia tedesca di Friburgo, vista la vicinanza del confine con la Germania e la possibilità che l’aggressore abbia lasciato rapidamente la Svizzera.

Gli investigatori hanno interrogato i feriti e decine di persone presenti al rave. Un altro elemento ritenuto significativo è che le persone colpite non risultano legate tra loro e non si conoscevano, circostanza che rende più difficile sostenere l’ipotesi di un obiettivo personale preciso e mantiene aperto lo scenario di un attacco indiscriminato.

Resta inoltre da chiarire perché sia stato scelto proprio il rave. Nella stessa notte, nel centro di Aarau, era in corso un’altra manifestazione con migliaia di partecipanti, potenzialmente molto più esposta nel caso di un attacco finalizzato esclusivamente a colpire il maggior numero possibile di persone. Anche questo elemento è ora al centro delle valutazioni degli investigatori.

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