
Da quattro giorni è intrappolato nel fondo di un pozzo profondo circa 80 metri e per salvarlo è scattata una complessa corsa contro il tempo. In Algeria, le operazioni per raggiungere Ayoub, un bambino di 10 anni, proseguono senza sosta, mentre la vicenda tiene con il fiato sospeso il Paese e sta attirando l’attenzione internazionale.
Il piccolo è caduto nel pozzo nel villaggio di Errokn, nel comune di Brezina, dopo aver attraversato una tavola di legno che copriva l’apertura. La struttura, dal diametro di circa 40 centimetri, rende particolarmente difficili e rischiose le operazioni di recupero.
Lo scavo parallelo per raggiungere il bambino
Per tentare di salvare il bambino, i soccorritori hanno avviato lo scavo di un pozzo parallelo. Una volta raggiunta la profondità necessaria, le squadre dovranno realizzare un passaggio orizzontale di circa uno o due metri per arrivare fino al punto in cui si trova Ayoub.
Si tratta di un intervento estremamente delicato. Il terreno viene infatti considerato fragile e ogni operazione deve essere effettuata con grande precisione per evitare cedimenti o crolli che potrebbero mettere ulteriormente in pericolo il bambino e gli stessi soccorritori. Per l’intervento sono stati mobilitati mezzi pesanti e tutte le risorse disponibili.
La torcia e la voce del piccolo
Un membro della Protezione civile è già sceso nel pozzo scavato parallelamente a quello in cui si trova il bambino. Durante le operazioni, gli agenti hanno inoltre consegnato ad Ayoub una torcia.
In un video diffuso dalle autorità locali si sente anche la voce del piccolo, descritta come flebile, mentre chiede aiuto al padre. Le squadre di soccorso continuano quindi a lavorare contro il tempo con l’obiettivo di raggiungerlo ed estrarlo vivo.


