
Roberto Vannacci torna all’attacco di Mario Monti all’indomani del duro confronto al Forum Teha di Cernobbio e lega la polemica italiana al risultato elettorale arrivato dalla Germania. Il leader di Futuro Nazionale ha pubblicato sui social due interventi durissimi contro l’ex presidente del Consiglio, rivendicando contemporaneamente il risultato storico ottenuto da Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt, dove le prime proiezioni attribuiscono al partito di destra radicale oltre il 44% dei voti.
«Merz ha l’ulcera. Monti si dovrà dedicare con la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma», scrive Vannacci commentando il tracollo della Cdu nel Land orientale. Poco dopo rincara la dose contro il senatore a vita, trasformando il risultato tedesco nella prova, secondo la propria lettura, di un cambiamento politico più ampio in Europa: «Se anche Mario Monti, 83enne, invece di godersi i nipoti deve dedicare il suo tempo e le sue poche energie rimaste a contrastare me e Futuro Nazionale vuol dire proprio che facciamo paura alla casta e che siamo sulla strada giusta».
Vannacci contro Monti: «Volto delle élite e della finanza»
Il post è una risposta diretta a quanto accaduto il giorno precedente a Villa d’Este, dove Vannacci e Monti si erano confrontati davanti alla platea di imprenditori, manager e banchieri del Forum Teha. Il senatore a vita aveva accusato il leader di Futuro Nazionale di riproporre nella propria comunicazione politica elementi della «retorica del fascismo», promettendo di contrastarli «fino all’ultima energia».
Vannacci riprende proprio quella frase e la restituisce al mittente con toni personali. Definisce Monti «volto delle élite, della finanza e dell’economia» e ricorda la sua carriera di professore universitario, rettore della Bocconi, commissario europeo, senatore a vita e presidente del Consiglio. Nella ricostruzione polemica dell’ex generale, Monti sarebbe stato chiamato nel 2011 da Giorgio Napolitano e sostenuto dalle principali cancellerie europee per «far fare i compiti a casa all’Italia».
Va ricordato che in Italia il presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dagli elettori: viene nominato dal presidente della Repubblica e deve ottenere la fiducia delle Camere. Monti fu nominato da Giorgio Napolitano il 16 novembre 2011, dopo le dimissioni del governo Berlusconi, e il suo esecutivo ottenne successivamente la fiducia parlamentare.
Dall’Imu alla Fornero, l’elenco delle accuse
Vannacci passa poi in rassegna le misure più controverse della stagione del governo tecnico. Accusa Monti di aver introdotto una «stangata dell’Imu», di avere danneggiato il mercato immobiliare e i comparti delle auto di lusso e degli yacht e di aver prodotto «macelleria sociale» attraverso la riforma delle pensioni legata al nome di Elsa Fornero.
Il governo Monti anticipò effettivamente al 2012 l’entrata in vigore dell’Imu, estendendola anche all’abitazione principale, nell’ambito della manovra cosiddetta Salva Italia. Nello stesso provvedimento vennero introdotte importanti modifiche al sistema pensionistico, diventate negli anni uno dei principali bersagli politici delle forze contrarie all’austerità.
Più impreciso è invece il passaggio con cui Vannacci attribuisce a Monti il «record dello spread a 536 punti». Quel livello fu effettivamente raggiunto nel luglio 2012, durante il governo tecnico, ma non fu il massimo storico della crisi italiana: nel novembre 2011, prima dell’insediamento del nuovo esecutivo, il differenziale tra Btp e Bund aveva superato i 570 punti base.
«Fondatore di un partito durato quanto un gatto in tangenziale»
L’affondo prosegue sul terreno politico. Vannacci ricorda l’esperienza di Scelta Civica, la formazione con la quale Monti si presentò alle elezioni del 2013, definendola con sarcasmo «un partito durato quanto un gatto in tangenziale». Poi torna al confronto di Cernobbio e interpreta l’attacco ricevuto dall’ex premier come una dimostrazione della crescente rilevanza di Futuro Nazionale.
«Se anche Mario Monti, 83enne, invece di godersi i nipoti deve dedicare il suo tempo e le sue poche energie rimaste a contrastare me e Futuro Nazionale, vuol dire proprio che facciamo paura alla casta e siamo sulla strada giusta», scrive il leader del movimento, chiudendo con «Sempre avanti!».
La replica arriva dopo un confronto nel quale, secondo numerose cronache da Villa d’Este, Monti aveva raccolto gli applausi più convinti della platea, mentre l’intervento di Vannacci era stato accolto più freddamente. Il leader di Futuro Nazionale aveva comunque rivendicato la possibilità di avere presentato le proprie idee davanti a un pubblico tradizionalmente distante dalla sua area politica.
Il boom di AfD diventa un messaggio alla politica italiana
A fornire a Vannacci l’occasione per rilanciare è stato poche ore dopo il voto in Sassonia-Anhalt. Le prime proiezioni hanno assegnato ad AfD tra il 44 e il 45% dei consensi, più del doppio rispetto al 20,8% ottenuto nel 2021. La Cdu del ministro-presidente Sven Schulze è invece precipitata intorno al 18,5%, contro il 37,1% di cinque anni prima.
«L’Europa cambia», scrive Vannacci. «In Sassonia AfD data al 44,5% dagli exit poll. Merz ha l’ulcera». Il riferimento è al cancelliere tedesco Friedrich Merz, leader della Cdu, per il quale il risultato rappresenta una pesante sconfitta politica anche se le elezioni riguardano un singolo Land.
Il risultato è comunque storico per AfD, che non aveva mai raggiunto percentuali così alte in un’elezione regionale tedesca. Resta invece incerto se il partito potrà effettivamente arrivare al governo della Sassonia-Anhalt: le proiezioni lo collocano infatti vicino, ma non necessariamente sopra, alla maggioranza assoluta dei seggi, mentre le altre principali forze politiche continuano a escludere un’alleanza con la formazione guidata a livello federale da Alice Weidel.
«E mentre AfD è al 44,5%, noi brindiamo a Mario»
Per Vannacci, però, il valore politico del voto tedesco va oltre la possibilità immediata di formare un governo regionale. L’ex generale vede nell’avanzata di AfD la conferma della crescita in Europa di forze nazional-conservatrici, euroscettiche e critiche verso l’attuale gestione dell’Unione europea.
Sono temi molto simili a quelli portati da Futuro Nazionale a Cernobbio: difesa dell’unanimità nelle decisioni europee, riduzione delle competenze di Bruxelles, opposizione all’esercito comune, critica al Green Deal e maggiore controllo dell’immigrazione. Non sorprende quindi che Vannacci abbia immediatamente collegato il risultato tedesco allo scontro avuto con Monti.
«E mentre in Sassonia AfD è data al 44,5%, noi brindiamo a Mario!», conclude il post. Una frase che trasforma la polemica personale con il senatore a vita in una contrapposizione politica più ampia: da una parte l’Europa rappresentata da Monti, fondata sull’integrazione e sulle istituzioni comunitarie; dall’altra quella immaginata da Vannacci, nella quale gli Stati recuperano sovranità e le destre radicali aumentano il proprio peso.
Lo scontro di Cernobbio continua fuori da Cernobbio
Il faccia a faccia di Villa d’Este, dunque, non è terminato con la fine del dibattito. Monti aveva accusato Vannacci di alimentare una narrazione nazionalista capace di trasformare l’insoddisfazione economica in rivendicazione identitaria. Vannacci aveva respinto l’accusa sostenendo che nel programma di Futuro Nazionale non ci fosse nulla di contrario alla Costituzione e definendo quella sul fascismo una convinzione personale dell’ex premier.
Ventiquattr’ore dopo, il tono è diventato ancora più duro. L’ex generale sceglie l’ironia sull’età e sulle «poche energie» di Monti e usa il risultato tedesco per sostenere che il vento politico europeo stia andando nella direzione opposta a quella difesa dal senatore a vita.
La partita, naturalmente, resta tutta politica. Ma il voto in Sassonia-Anhalt offre a Vannacci un argomento potente per la propria narrazione: le forze che contestano l’attuale modello europeo non sono più fenomeni marginali e, almeno in alcune regioni del continente, possono diventare il primo partito con percentuali superiori al 40%. Ed è proprio da qui che il leader di Futuro Nazionale riparte dopo una giornata di Cernobbio che, davanti alla platea di Villa d’Este, aveva visto Mario Monti conquistare molti più applausi.


