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Arriva il maltempo: allerta arancione in 4 regioni. «Bombe d’acqua, grandine e temporali»

Pubblicato: 10/09/2026 07:32

L’Italia si prepara a una nuova ondata di maltempo intenso, con temporali, grandinate, raffiche di vento e il rischio di vere e proprie bombe d’acqua. La perturbazione atlantica che ha già colpito diverse zone del Nord si sposta verso il Centro e, nelle prossime ore, raggiungerà anche il Sud. Il quadro è quello di un brusco cambio di scenario dopo settimane di caldo e afa: le temperature scendono al Centro-Nord, mentre il Mezzogiorno resta ancora alle prese con valori più elevati. Secondo le previsioni di Mario Giuliacci, tuttavia, la parentesi fresca non durerà a lungo: dopo il passaggio della perturbazione, è atteso un nuovo ritorno del caldo.

Il momento più delicato è quello delle prossime ore. È stata diramata allerta arancione in quattro regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Marche, dove il passaggio della perturbazione potrebbe provocare fenomeni particolarmente intensi. Il fronte, di origine atlantica, si muove progressivamente verso est e porta con sé temporali e raffiche di vento anche violente. Dal primo mattino i fenomeni interessano anche Marche, Umbria e Lazio, con rovesci che possono assumere localmente carattere di nubifragio. È un peggioramento rapido, che arriva dopo una prima fase già caratterizzata da alberi abbattuti, allagamenti e disagi.

I segnali della nuova ondata di maltempo si sono già visti in diverse zone del Nord. A Milano, dopo il forte temporale delle prime ore di ieri, sono stati chiusi parchi e cimiteri per motivi di sicurezza. Nel Trevigiano, invece, una tromba d’aria ha provocato il parziale scoperchiamento della struttura sopra una piscina: i bagnanti che si trovavano in acqua sono stati costretti a mettersi rapidamente al riparo. Episodi che mostrano quanto possano essere improvvisi e violenti i fenomeni associati a questa perturbazione.

Particolarmente pesante è stata la situazione sul fronte dei trasporti. La caduta di rami sui binari ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria tra Cremona e Brescia, provocando cancellazioni e ritardi. In Liguria, il torrente Lavagna è esondato in più punti a Calvari, nel Genovese, dopo le forti piogge. Il Comune di San Colombano Certenoli ha invitato i residenti delle aree più esposte a spostarsi ai piani alti degli edifici. Ancora una volta, dunque, il problema non sono soltanto i temporali in sé, ma la rapidità con cui possono trasformarsi in situazioni di emergenza.

Il maltempo ha colpito anche la Toscana. Nel Fiorentino sono stati decine gli interventi per rimuovere alberi e rami caduti, soprattutto nei territori di Figline Valdarno, Reggello, Rignano sull’Arno e Incisa in Val d’Arno. Danni si sono registrati anche in Versilia, con alberi e rami finiti sulle auto e strutture degli stabilimenti balneari danneggiate. Nel Pesarese, infine, un intenso nubifragio ha richiesto numerosi interventi dei vigili del fuoco. Una sequenza di episodi che conferma la forza della perturbazione e invita alla prudenza nelle aree interessate dall’allerta.

Il fronte perturbato non si fermerà al Centro. Giovedì 10 settembre il peggioramento è atteso anche lungo le regioni tirreniche e al Sud, con particolare coinvolgimento di Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Il maltempo continuerà inoltre a interessare Lazio, Toscana e Marche, mentre su Piemonte e Lombardia potrebbero comparire le prime schiarite. La perturbazione si sposta quindi rapidamente lungo la Penisola, lasciando dietro di sé un netto contrasto tra le regioni settentrionali, già avviate verso condizioni più tranquille, e quelle meridionali, che dovranno ancora fare i conti con piogge e temporali.

Anche venerdì e nel prossimo fine settimana non mancheranno strascichi instabili. I fenomeni più persistenti sono attesi soprattutto al Sud, in particolare tra Puglia, Calabria e Basilicata. Il quadro, insomma, non tornerà immediatamente alla normalità: dopo il passaggio del nucleo principale della perturbazione resteranno temporali residui e condizioni localmente instabili. Ma la tendenza successiva sembra già delineata: il calo termico sarà soltanto una parentesi e l’alta pressione tornerà progressivamente a farsi sentire.

A preoccupare non sono però soltanto città e infrastrutture. La nuova ondata di piogge arriva su un settore agricolo già messo alla prova da mesi difficili. La Coldiretti lancia un nuovo allarme e sottolinea come le precipitazioni intense si sommino ai danni provocati dalla siccità, con perdite dei raccolti che in alcune aree arrivano fino all’80 per cento. Le aziende agricole devono inoltre fare i conti con costi sempre più pesanti per energia, fertilizzanti e irrigazione. Per molte colture, dunque, l’acqua che arriva tutta insieme non è necessariamente una buona notizia: dopo la siccità, le piogge violente possono provocare altri danni invece di risolvere il problema.

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