
Il tema delle intese tra le forze del campo largo è tornato al centro del dibattito politico, anche alla luce delle parole pronunciate da Elly Schlein durante la festa di Avs. La segretaria del Pd ha rivendicato i numerosi elementi condivisi dalla coalizione, invitando a non concentrarsi soltanto sulle questioni sulle quali permangono differenze.
Schlein ha risposto citando anche Daniele Silvestri: «Quali sono le cose che hanno in comune le forze del campo largo? Le cose che abbiamo in comune sono 4850». La leader dem ha quindi sottolineato come, a suo giudizio, le divisioni siano limitate rispetto ai numerosi punti sui quali le opposizioni riescono a muoversi insieme.
La risposta di Fratoianni
Il tema è stato affrontato anche durante una puntata di Omnibus, su La7. Ospite della trasmissione era Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, al quale è stato chiesto di indicare almeno tre elementi condivisi dalle forze del campo largo.
La risposta è partita dal salario minimo e dalla «riduzione del lavoro a parità di salario», indicando poi due leggi presentate insieme. Fratoianni ha quindi citato come terzo elemento la proposta sul congedo paritario, presentata a prima firma di Schlein.
Il leader di Sinistra Italiana ha poi aggiunto: «E potrei continuare…». Tra gli altri provvedimenti indicati c’è anche la legge per vietare il commercio con le colonie israeliane, calendarizzata in commissione Esteri e presentata unitariamente dai leader del centrosinistra.
Il ddl sull’antisemitismo divide
Nel corso del confronto è stato però ricordato a Fratoianni che tra i provvedimenti discussi in queste ore c’è anche un ddl sull’antisemitismo. Su questo punto la posizione espressa dal leader di Sinistra Italiana è stata invece nettamente contraria.
«Noi voteremo contro, perché è un ddl indegno che colpisce la libertà d’espressione», ha dichiarato Fratoianni, sostenendo che il provvedimento «non c’entra niente con l’antisemitismo». Al tempo stesso ha definito l’antisemitismo una «questione serissima», sulla quale, secondo il leader di Sinistra Italiana, è necessaria «una battaglia generale, rigorosa e fermissima».


