
Quanto guadagna chi governa un Paese? La domanda è tornata al centro dell’attenzione dopo la decisione di Singapore di aumentare sensibilmente la retribuzione del primo ministro Lawrence Wong, già considerato il leader politico con il compenso più elevato al mondo. Con il nuovo sistema, il suo stipendio annuale dovrebbe passare da 2,2 a 3,6 milioni di dollari di Singapore, equivalenti a circa 2,8 milioni di dollari statunitensi.
Una cifra che rende ancora più marcata la distanza rispetto agli stipendi riconosciuti ai vertici politici delle altre grandi economie. Una ricognizione della Bbc mostra infatti che nessuno degli altri leader presi in esame si avvicina al livello retributivo previsto per Wong.
Il confronto, tuttavia, richiede alcune cautele: da uno Stato all’altro cambiano la struttura dello stipendio, le indennità, i benefit, le regole sul cumulo degli incarichi e persino ciò che viene considerato vera e propria retribuzione.
Singapore fuori scala: Wong verso i 2,8 milioni di dollari
Il primato appartiene nettamente a Lawrence Wong. Dopo l’aumento deciso a Singapore, il suo compenso dovrebbe raggiungere l’equivalente di circa 2,8 milioni di dollari americani all’anno.
La politica retributiva di Singapore parte da un principio preciso: stipendi particolarmente elevati per ministri e vertici del governo vengono giustificati con la necessità di attirare persone altamente qualificate dal settore privato e ridurre gli incentivi alla corruzione.
Anche tenendo conto delle differenze tra i diversi sistemi, il risultato è comunque eccezionale. Wong arriverebbe infatti a guadagnare quasi quattro volte il leader che occupa la seconda posizione nella graduatoria riportata dalla Bbc.
Da Hong Kong agli Stati Uniti: gli stipendi degli altri leader
Alle spalle del premier di Singapore si colloca il capo dell’esecutivo di Hong Kong, John Lee, con un compenso indicato in circa 719mila dollari statunitensi all’anno.
Segue il vertice della Confederazione svizzera, con una retribuzione di circa 606mila dollari annui.
Molto più distante lo stipendio previsto negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha diritto a una retribuzione di 400mila dollari l’anno, prevista per legge per il presidente americano.
Nel Regno Unito, invece, il compenso complessivo del primo ministro si colloca intorno ai 230mila dollari annui, considerando le componenti previste dal sistema britannico.
Il confronto dà la misura dell’eccezionalità di Singapore: persino il secondo compenso più elevato preso in considerazione è pari a poco più di un quarto di quello che dovrebbe essere riconosciuto a Wong.
E Giorgia Meloni quanto guadagna?
In Italia il confronto è più complesso, perché occorre distinguere tra reddito dichiarato, indennità parlamentare e stipendio previsto per gli incarichi di governo.
L’ultima dichiarazione dei redditi disponibile di Giorgia Meloni, presentata nel 2025 e riferita al 2024, riportava un reddito complessivo di circa 180mila euro. La cifra era sensibilmente inferiore ai circa 459mila euro dichiarati per l’anno precedente, quando sul totale avevano inciso maggiormente anche i proventi derivanti dalla pubblicazione dei suoi libri.
Quel dato, però, non rappresenta lo stipendio di Meloni come presidente del Consiglio. Si tratta del reddito complessivo fiscalmente dichiarato e comprende quindi entrate di natura diversa.
Meloni è infatti anche deputata e, in quanto parlamentare, non percepisce un secondo trattamento economico per l’incarico di presidente del Consiglio. Dal 2013 è stato eliminato il doppio trattamento per i parlamentari chiamati a ricoprire incarichi nel governo.
Quanto prende un deputato italiano
L’indennità parlamentare di un deputato è pari a circa 10.435 euro lordi al mese, corrisposti per dodici mensilità. Il totale è quindi di circa 125mila euro lordi all’anno.
Il netto effettivamente percepito è inferiore e può collocarsi indicativamente intorno agli 80mila euro annui, a seconda della situazione fiscale individuale.
A questa cifra si aggiungono diaria e rimborsi connessi all’esercizio del mandato parlamentare. Si tratta però di voci che hanno una natura diversa dall’indennità e che, per questo, non possono essere semplicemente sommate e definite come “stipendio”.
Il meccanismo sarebbe differente nel caso di un presidente del Consiglio che non fosse anche parlamentare: in quella situazione troverebbero applicazione le norme relative al trattamento economico previsto per i componenti del governo.
Lo stipendio di Sergio Mattarella
Ancora diverso è il trattamento economico del presidente della Repubblica. Per il capo dello Stato è previsto un assegno di 239.182 euro lordi all’anno.
Sergio Mattarella, tuttavia, ha scelto di ridurre personalmente l’importo di circa 60mila euro, tenendo conto della pensione maturata per la precedente attività di professore universitario.
Il presidente percepisce così 179.835,84 euro lordi all’anno. Mattarella ha inoltre rinunciato all’adeguamento dell’assegno all’inflazione e non percepisce il vitalizio spettantegli in qualità di ex parlamentare.
Perché confrontare gli stipendi non è così semplice
Mettere in fila le retribuzioni dei leader mondiali consente di avere un’idea delle differenze, ma non produce una classifica perfettamente omogenea. In alcuni Paesi il compenso comprende più voci, in altri alcune indennità sono separate; possono inoltre essere previsti benefit legati alla funzione, residenze ufficiali, rimborsi e sistemi pensionistici differenti.
C’è poi la questione del costo della vita e del reddito medio di ciascun Paese: 400mila dollari negli Stati Uniti, 600mila in Svizzera o 2,8 milioni a Singapore non hanno necessariamente lo stesso peso economico.
Un dato, però, emerge con particolare evidenza: con il nuovo aumento Lawrence Wong rafforzerà nettamente il proprio primato, portando la retribuzione del premier di Singapore a un livello che non trova equivalenti tra gli altri leader mondiali presi in considerazione.


