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Monza, trafficante di droga a 79 anni. Preso con 500 chili di hashish nascosti sotto a sacchi di cacao

Pubblicato: 12/09/2026 08:40

Ha 79 anni e, secondo l’accusa, avrebbe contribuito a scaricare un carico di 500 chili di hashish nascosto sotto centinaia di sacchi di cacao. È la vicenda che ha portato ai domiciliari Orazio Conforto, originario della provincia di Foggia e titolare di un’area per il rimessaggio di camion alla periferia sud di Monza. Davanti al magistrato, l’uomo ha sostenuto di essere convinto di movimentare soltanto sacchi di cacao.

La droga è stata scoperta dagli agenti della settima sezione della Squadra Mobile di Milano, intervenuti giovedì 10 settembre nel quartiere San Fruttuoso, in una zona di capannoni al confine tra Monza e Muggiò. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’hashish era arrivato a bordo di un tir con targa romena, proveniente dalla Francia. Un carico apparentemente commerciale, ma con un contenuto ben più pesante nascosto sotto la merce.

A rendere particolare il trasporto erano proprio gli 800 chili di cacao sistemati sopra la droga. Una sostanza che, secondo gli investigatori, sarebbe stata utilizzata per mascherare l’odore dell’hashish e rendere più difficile l’individuazione del carico. Durante il blitz, una parte della droga, circa 200 chili, è stata trovata nel bagagliaio di una Mercedes, pronta per essere spostata.

Il resto del maxi-sequestro era stato nascosto in diversi punti del deposito. Una parte si trovava all’interno di un sacco di iuta, mentre un’altra era stata sistemata in un frigorifero a pozzetto. Un nascondiglio improvvisato per una quantità enorme di stupefacente, che gli investigatori ritengono destinata al mercato dello spaccio. Il valore della partita e la sua destinazione finale sono ora al centro degli accertamenti.

In carcere sono finiti due cittadini romeni. Si tratta del 32enne Mihai Anderson Serbanoiu, residente a Misinto, e di Anghel Nicolae Vivi, fermato mentre era alla guida dello stesso camion in direzione di Pavia. Secondo gli investigatori, sarebbe stato Serbanoiu a dare indicazioni affinché la droga venisse depositata nella proprietà di Conforto, in via della Novella.

Serbanoiu avrebbe inoltre riferito che il carico di hashish era destinato a lui e che avrebbe dovuto portarlo a casa per poi metterlo a disposizione di alcuni non meglio precisati «conoscenti romeni». Conforto, invece, ha respinto ogni accusa, spiegando di conoscere il 32enne per ragioni legate alla sua attività e di avergli affidato occasionalmente alcuni lavori in nero.

Per il 79enne, assistito dall’avvocato Massimiliano Lancillotti, non si tratta comunque del primo incontro con la giustizia. Conforto ha infatti precedenti per ricettazione, risalenti nel tempo: l’ultima vicenda risale al 2010 ed è ormai definita. Il gip Andrea Guadagnino ha parlato di un «discreto curriculum criminale», confermando però per l’anziano la misura dei domiciliari, anche considerando l’età avanzata.

Le indagini della polizia proseguono per ricostruire la rete del narcotraffico, individuare i fornitori e capire dove fosse destinato il mezzo migliaio di chili di hashish. La vicenda riporta inoltre l’attenzione sul ruolo strategico della Brianza, territorio caratterizzato da una fitta rete stradale e da numerosi capannoni industriali, strutture spesso utilizzate come depositi temporanei.

E proprio pochi giorni prima, nella provincia di Monza, gli agenti della Squadra Mobile avevano effettuato un altro importante sequestro. A Bernareggio, nell’abitazione di un 41enne albanese, erano stati trovati due borsoni contenenti 70 chili di cocaina e 170mila euro in contanti. Due operazioni ravvicinate che raccontano quanto il territorio brianzolo continui a essere un crocevia significativo per i traffici di droga diretti verso il mercato lombardo.

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