
È “Woman Unknown” di May el-Toukhy il grande vincitore dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film si è aggiudicato il Leone d’Oro per il miglior film, chiudendo un’edizione caratterizzata da un palmarès fortemente internazionale e senza riconoscimenti italiani nel concorso principale. L’Italia riesce però a trovare spazio nelle altre sezioni, soprattutto grazie a Riccardo Scamarcio, premiato come miglior interprete maschile in Orizzonti per I figli della scimmia.
Il film di May el-Toukhy porta a casa anche un secondo riconoscimento di grande peso: Mathilde Arcel ha conquistato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. A completare il quadro dei premi principali c’è John Malkovich, vincitore della Coppa Volpi maschile per Wild Horse Nine di Martin McDonagh. La cerimonia di sabato 12 settembre ha chiuso così undici giorni di proiezioni, red carpet e anteprime internazionali al Lido.
Leone d’Oro a “Woman Unknown”
La giuria internazionale presieduta da Maggie Gyllenhaal ha scelto Woman Unknown, titolo originale Kvinde Ukendt, come miglior film della Mostra. Diretto dalla regista danese-egiziana May el-Toukhy, il film racconta una vicenda ambientata nell’immediato dopoguerra europeo e costruita attorno alla figura delle cosiddette “collaboratrici orizzontali”, le donne che durante la Seconda guerra mondiale ebbero relazioni con soldati degli eserciti occupanti e che, alla fine del conflitto, subirono spesso umiliazioni e violenze pubbliche.
Al centro della storia c’è Marie, domestica e bambinaia prossima a sposare il ricco vedovo per il quale lavora. Il suo passato, però, rischia di travolgere la nuova posizione sociale che sta cercando di conquistare: durante la guerra aveva infatti avuto una relazione con un soldato tedesco.
Il film affronta così il corpo femminile come terreno sul quale si esercitano vendetta, stigma sociale e controllo collettivo, rileggendo una pagina della storia europea rimasta spesso ai margini del racconto ufficiale.
Mathilde Arcel completa la doppietta
La vittoria del Leone d’Oro non è l’unico riconoscimento ottenuto da Woman Unknown. Mathilde Arcel, protagonista del film, ha ricevuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. La giuria ha quindi premiato contemporaneamente il film e l’attrice che ne sostiene gran parte del peso narrativo. Arcel interpreta una donna costretta a fare i conti con un passato che, nel clima caotico e vendicativo del dopoguerra, può determinare il suo futuro e quello della famiglia nella quale sta cercando di entrare. Per Woman Unknown si tratta dunque di una vera doppietta, che consacra il film come il titolo simbolo dell’edizione 2026 della Mostra.
John Malkovich vince la Coppa Volpi maschile
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata invece a John Malkovich per Wild Horse Nine, diretto da Martin McDonagh. Nel film Malkovich interpreta un anziano e anticonvenzionale agente della Cia, all’interno di una storia ambientata nel Cile del 1973 e costruita come una commedia nera sul potere americano. Nel cast figurano anche Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo, Tom Waits e Parker Posey. Malkovich non era presente alla cerimonia conclusiva perché impegnato su un set, ma il premio rappresenta uno dei riconoscimenti più prestigiosi assegnati durante la serata finale.
Leone d’Argento a Lee Chang-dong
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è stato assegnato al regista sudcoreano Lee Chang-dong per Possible Love, titolo originale Ga-neung-han sa-rang.
Il film racconta l’incontro tra due coppie appartenenti a mondi molto diversi: da una parte un lavoratore licenziato e sua moglie, dall’altra una documentarista e il marito. Le loro vite si incrociano durante la realizzazione di un film e progressivamente emergono differenze sociali, desideri e tensioni. Lee Chang-dong torna così protagonista a Venezia con un’opera che intreccia lavoro, disuguaglianze, libertà individuale e relazioni sentimentali, temi che attraversano da tempo il suo cinema.
Ilya Khrzhanovsky miglior regista per “Dau”
Il secondo Leone d’Argento, quello assegnato alla migliore regia, è andato a Ilya Khrzhanovsky per “Dau”. La pellicola, una produzione tra Germania, Francia e Svezia, era tra i titoli più ambiziosi del concorso anche per la sua durata e per la complessità del progetto cinematografico.
La giuria guidata da Maggie Gyllenhaal ha premiato Khrzhanovsky per la costruzione registica dell’opera, consegnandogli uno dei riconoscimenti più importanti del palmarès.
Premio Speciale della Giuria a “Naza”
Grande attenzione anche per “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, che ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria. Il documentario era diventato uno dei casi della Mostra già prima della cerimonia conclusiva, raccogliendo al termine della proiezione una lunghissima ovazione del pubblico. L’opera affronta la guerra a Gaza e le conseguenze sulla popolazione civile, inserendosi inevitabilmente in uno dei temi politici e umanitari più discussi dell’intera edizione. Il premio riconosce così la forza politica e cinematografica di un film che ha lasciato un segno profondo nella Mostra.
Il premio per la sceneggiatura
Il riconoscimento per la migliore sceneggiatura è stato assegnato a Stéphane Brizé, Coralie Amedeo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat.
Anche in questo caso la giuria ha scelto di distribuire i principali premi tra opere molto diverse tra loro, senza concentrare eccessivamente il palmarès su pochi titoli, fatta eccezione per la doppietta di Woman Unknown.
Il Premio Marcello Mastroianni, destinato a un giovane attore o attrice emergente, è stato invece assegnato a Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn.
Italia senza premi nel concorso principale
Per il cinema italiano resta l’amarezza di non avere ottenuto riconoscimenti nella competizione principale, nonostante la presenza di diversi titoli nazionali nel programma di Venezia 83.
Il risultato non significa però che l’Italia abbia concluso la Mostra completamente senza premi. Nella sezione Orizzonti arriva infatti uno dei riconoscimenti più significativi della serata grazie a Riccardo Scamarcio.
A essere premiato è I figli della scimmia di Tommaso Landucci, film che affronta con delicatezza il tema della genitorialità e della disabilità attraverso una vicenda familiare complessa.
Riccardo Scamarcio miglior attore in Orizzonti
Riccardo Scamarcio ha vinto il premio per la migliore interpretazione maschile nella sezione Orizzonti per I figli della scimmia.
Nel film interpreta Dario, padre di un bambino con disabilità che sviluppa un rapporto sempre più intenso con il figlio adolescente del fratello. Nel nipote finisce per vedere il figlio che avrebbe desiderato avere e, attraverso quella relazione, comincia a immaginare una paternità differente da quella che la vita gli ha riservato.
Ricevendo il riconoscimento, Scamarcio lo ha dedicato “a tutti i papà del mondo”, ricordando anche il proprio padre e la propria madre. L’attore ha inoltre voluto condividere idealmente il premio con Andrea Aggio, giovane interprete al debutto che nel film interpreta suo figlio.
“I figli della scimmia” premiato anche per la sceneggiatura
Per il film di Landucci arriva anche un secondo riconoscimento. Tommaso Landucci e Damiano Femfert hanno ottenuto il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura. “Che questo riconoscimento non sia soltanto qualcosa per premiare quello che abbiamo fatto in questi anni ma una spinta verso il futuro”, ha dichiarato Landucci durante la premiazione, rivolgendo il pensiero anche a chi sta muovendo i primi passi nel cinema e ha voglia di rischiare. Una doppietta importante quindi per I figli della scimmia, che esce dalla Mostra con il premio a Scamarcio e quello alla scrittura.
“Diane in the Loop” miglior film di Orizzonti
Il premio principale della sezione Orizzonti è andato a Un détour par Diane (Diane in the Loop) di Ann Sirot e Raphaël Balboni. La giuria, presieduta da Valérie Donzelli, ha assegnato invece il premio per la migliore regia a Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra.
Il Premio Speciale della Giuria Orizzonti è andato a La Maison du Vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, mentre Laleh Marzban ha ottenuto il riconoscimento per la migliore interpretazione femminile grazie a Moragheb (Falling House). Il premio per il miglior cortometraggio è stato infine assegnato a Quelques instants de bonheur (A Few Moments of Happiness) di Shaden Safieddine Tazi.
“La Maison du Vent” vince anche il Leone del Futuro
La Maison du Vent ha ottenuto anche un secondo importante riconoscimento: il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Il film di Auguste Bernard Kouemo Yanghu esce così dalla Mostra con due premi, dopo quello ottenuto nella sezione Orizzonti. Nella sezione Venezia Spotlight, il Premio degli Spettatori – Armani Beauty è stato assegnato invece a Eu Contez (I Matter) di Alina Serban.
Premio italiano anche in Venezia Classici
Un altro riconoscimento per il cinema italiano arriva dalla sezione Venezia Classici, dedicata ai restauri cinematografici e ai documentari sul cinema. Il premio per il miglior film restaurato è stato assegnato a “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini, uno dei titoli fondamentali del cinema italiano del dopoguerra. Il riconoscimento valorizza il lavoro di recupero di un’opera che conserva ancora oggi una forte importanza storica e cinematografica.
I premi di Venice Immersive
Anche la sezione dedicata alla realtà estesa e alle nuove forme di narrazione ha assegnato i propri riconoscimenti. Il Gran Premio Venice Immersive è andato a The Pigeon Ring di Shixin Tao e Yuqi Zhang, mentre il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny De La Peña. Il premio per la realizzazione è andato invece a Empire at Sea di Peter Flaherty.
Clooney e Burstyn, i Leoni alla carriera
L’83esima Mostra ha celebrato anche due grandi protagonisti del cinema internazionale con il Leone d’Oro alla carriera. Il primo era stato consegnato a George Clooney durante la cerimonia inaugurale, con Laura Dern incaricata della laudatio. Nel corso della Mostra è stato poi premiato anche il premio Oscar Ellen Burstyn, protagonista di una carriera che attraversa oltre mezzo secolo di cinema americano. Ai premi ufficiali si sono aggiunti altri riconoscimenti speciali. Il Cartier Glory to the Filmmaker Award è stato assegnato a Luca Guadagnino, mentre il Campari Passion for Film Award è andato a Serena Rossi.
Si chiude Venezia 83
Con la vittoria di Woman Unknown cala così il sipario sull’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, iniziata il 2 settembre e conclusa sabato 12. Il cinema italiano esce senza riconoscimenti dalla competizione principale, ma trova soddisfazioni importanti nelle altre sezioni grazie soprattutto a Riccardo Scamarcio e a I figli della scimmia, oltre al premio assegnato al restauro de La lunga notte del ’43.
Il grande protagonista del palmarès resta però Woman Unknown: Leone d’Oro per il miglior film e Coppa Volpi a Mathilde Arcel, la doppietta che consegna il film di May el-Toukhy alla storia dell’edizione 2026.


