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“Il Movimento 5 Stelle sta per crollare”. Giuseppe Conte, si mette male per lui: cosa succede

Pubblicato: 13/09/2026 07:26

Il ritorno imminente di Beppe Grillo sulla scena pubblica sta agitando profondamente gli equilibri politici italiani, in particolare all’interno del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. Il fondatore del partito si appresta a rompere un silenzio durato tre anni per apparire come ospite speciale nella prossima puntata di Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr. Marra. L’evento è fissato per lunedì 21 settembre e rappresenta un chiaro segnale di come il comico genovese intenda riprendere la parola direttamente sul web, il canale nativo della sua esperienza politica. La scelta del contesto non è casuale, richiamando alla memoria i fasti del 2013, quando lo stesso Fedez firmò il brano musicale utilizzato come inno ufficiale del movimento durante la storica ascesa elettorale che portò il partito al venticinque percento dei consensi.

Le ragioni politiche della rottura

Le tensioni tra il fondatore e la corrente attuale guidata da Giuseppe Conte hanno radici profonde e riguardano principalmente la perdita di identità e la presunta deviazione dai valori originari del movimento. Negli ultimi articoli pubblicati sul suo blog personale, Grillo ha criticato duramente la dirigenza attuale, accusandola di aver smesso di ascoltare il sentimento popolare e di aver snaturato la diversità che caratterizzava la forza politica fin dalla sua fondazione. La proposta di un Reddito di Cura, rilanciata con forza nelle ultime settimane, dimostra la volontà di riprendere in mano i temi sociali cari all’elettorato originario. La battaglia legale intrapresa per riottenere il controllo esclusivo sul simbolo ufficiale rappresenta un ulteriore tassello di questa strategia volta a contendere lo spazio politico alla leadership di Conte, la quale accusa a sua volta il fondatore di voler gestire in modo padronale un’associazione democratica.

L’impatto sui delicati equilibri elettorali

La discesa in campo di Grillo rischia di scompaginare i piani del cosiddetto campo largo, l’alleanza di centrosinistra che vede il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle uniti in vista delle prossime scadenze elettorali. Secondo le analisi dei sondaggisti, la nascita di una nuova forza politica o il ritorno competitivo della componente originaria grillina potrebbe sottrarre voti preziosi, creando un effetto politico dirompente simile a quello registrato a destra con altre formazioni alternative. All’interno del centrosinistra cresce il timore che questa spaccatura possa avvantaggiare lo schieramento avversario, riducendo drasticamente il margine di vantaggio nei sondaggi nazionali. Le repliche della segreteria dem e dei vertici pentastellati cercano di minimizzare l’accaduto, ma il nervosismo percepito nelle dichiarazioni ufficiali tradisce la consapevolezza della gravità della situazione.

Il ruolo marginale di Di Battista

Nelle dinamiche di questo nuovo scenario politico si inserisce anche la figura di Alessandro Di Battista, il cui nome era stato associato a possibili progetti alternativi prima di subire un rallentamento forzato a causa di problemi di salute insorti durante un viaggio a Cuba. L’eventuale impossibilità per Di Battista di assumere un ruolo di primo piano nel breve periodo ha probabilmente spinto Grillo ad accelerare i tempi dell’intervento diretto, accentrando nuovamente su di sé tutte le iniziative di rilancio. Questa concentrazione di potere simbolico nelle mani del fondatore potrebbe catalizzare il malcontento degli attivisti della prima ora, creando una forte spaccatura verticale tra la base storica e la struttura istituzionale del partito.

Le prospettive per il futuro istituzionale

Il confronto tra il vertice ufficiale e la componente storica del movimento si preannuncia particolarmente acceso nelle prossime settimane, con ripercussioni inevitabili sulla stabilità parlamentare e sulla tenuta delle alleanze territoriali. La capacità di Grillo di mobilitare l’opinione pubblica attraverso i nuovi canali di comunicazione digitale costituisce un fattore d’incertezza difficile da quantificare per gli analisti politici. Se il tentativo di rifondazione dovesse trovare terreno fertile tra gli elettori delusi, la geografia politica italiana potrebbe subire una trasformazione radicale, ridisegnando i rapporti di forza sia all’interno dell’opposizione sia nei confronti della maggioranza di governo guidata da Giorgia Meloni.

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