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“Ora basta!”. Futuro Nazionale contro Gino Cecchettin: cosa succede

Pubblicato: 13/09/2026 09:48

L’attacco politico e mediatico mosso dal consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi nei confronti di Gino Cecchettin e della fondazione dedicata alla memoria di Giulia ha scatenato un acceso dibattito all’interno delle istituzioni e della politica italiana. Al centro della polemica vi è il protocollo d’intesa firmato nel 2025 tra la Fondazione Cecchettin e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, un accordo nato con l’obiettivo di promuovere progetti di educazione e prevenzione contro la violenza di genere all’interno degli istituti scolastici. Secondo le contestazioni sollevate dal consigliere, che fa riferimento all’area politica vicina al generale Roberto Vannacci, questo programma educativo rappresenterebbe un vero e proprio cavallo di Troia ideologico volto a criminalizzare il genere maschile e a imporre temi legati alla sessualità e all’affettività senza il necessario consenso preventivo delle famiglie.

L’affondo del consigliere regionale

La presa di posizione di Stefano Valdegamberi si inserisce in un solco di polemiche già aperte in passato tra lo stesso esponente politico e i familiari di Giulia Cecchettin. Rivolgendosi direttamente al ministro Valditara, il consigliere ha chiesto l’interruzione immediata del programma nelle scuole, sostenendo che si stia diffondendo una narrazione distorta che tende a considerare ogni bambino o ragazzo potenzialmente colpevole per il solo fatto di essere nato maschio. Nel mirino delle critiche sono finiti i contenuti della formazione destinata ai docenti, che secondo i rilievi mossi in precedenza anche dal deputato Rossano Sasso violerebbero le disposizioni legislative sul consenso informato per quanto riguarda i temi dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole primarie e secondarie.

La reazione del mondo politico

Le dichiarazioni di Valdegamberi non hanno trovato una sponda compatta nemmeno all’interno della stessa maggioranza di centrodestra, dove anzi si sono registrate diverse e decise prese di distanza. Esponenti di rilievo politico come Flavio Tosi di Forza Italia, Riccardo Barbisan della Lega e Laura Besio di Fratelli d’Italia hanno espresso il loro sostegno al protocollo e all’operato del ministro Valditara, sottolineando l’importanza cruciale di educare le nuove generazioni al rispetto reciproco e alla parità tra i sessi. Di contro, l’opposizione e in particolare Chiara Luisetto del Partito Democratico hanno definito l’attacco del consigliere veneto come una strumentalizzazione indegna e inaccettabile di un tema delicato e fondamentale per la prevenzione sociale, ribadendo la necessità di difendere e applicare gli strumenti formativi messi in campo dalla fondazione.

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