
Basta notifiche sullo smartphone alle otto di sera per compiti da consegnare l’indomani mattina: il Ministero dell’Istruzione e del Merito punta i piedi. Il ministro Giuseppe Valditara ha infatti annunciato una nuova circolare ancora più stringente per tutelare il diritto alla disconnessione degli studenti. L’obiettivo è mettere un freno all’uso improprio del registro elettronico nelle ore serali, imponendo che gli impegni vengano di nuovo annotati chiaramente sul tradizionale diario cartaceo.
Il provvedimento ricalca e rafforza le indicazioni già diffuse ad aprile 2025, spesso ignorate da diversi istituti. Oltre al stop ai compiti dell’ultimo minuto, il Ministero chiede ai docenti una maggiore coordinazione. L’idea è evitare il sovraccarico di verifiche scritte ed interrogazioni concentrate nello stesso giorno, garantendo ai ragazzi la giusta serenità nello studio ed eliminando lo stress pomeridiano e festivo.
Questa stretta è solo la punta dell’iceberg di un più ampio decreto-legge che arriverà a breve sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il governo intende infatti attuare una profonda riorganizzazione del sistema scolastico italiano, proponendo una serie di riforme che spaziano dalla didattica all’integrazione, fino al supporto psicologico per i più giovani.
Tra le novità principali spicca la liceizzazione dei tecnici, ossia il cambio di denominazione per gli istituti tecnici e professionali. La riforma mira a dare pari dignità a questi percorsi formativi senza tuttavia stravolgerne i programmi. Nel medesimo decreto sono previste anche norme per snellire la burocrazia legata al Piano educativo individualizzato per gli alunni con disabilità.
Sul fronte dell’integrazione, il ministro intende fissare per legge il tetto del 30% di studenti stranieri per ciascuna classe, superando la semplice circolare Gelmini del 2010. Per facilitare l’apprendimento sono stati già assunti mille docenti di italiano, destinati ai ragazzi di prima accoglienza che ancora non conoscono la lingua base.
Tuttavia, la rigidità della soglia solleva dubbi tra i sindacati come la Cisl Scuola. Nelle realtà urbane ad alta concentrazione di residenti stranieri, il rispetto categorico del limite rischia infatti di costringere le famiglie a complessi spostamenti verso plessi lontani o di generare una valanga di deroghe scolastiche, rendendo la misura difficile da applicare sul piano pratico.
Il piano d’integrazione guarda anche alle famiglie: si ipotizza infatti la frequenza obbligatoria di corsi di italiano per genitori stranieri i cui figli mostrano difficoltà scolastiche, facendo perno sulla rete dei Cpia (Centri provinciali per l’istruzione degli adulti). Un modo per coinvolgere l’intero nucleo familiare nel percorso educativo.
Dal punto di vista didattico, le nuove indicazioni nazionali puntano a un deciso ritorno alle origini, rafforzando la grammatica e sintassi nella lingua italiana e rendendo più pratica la matematica. Valditara promuove un convinto ritorno a carta, libri e penna, senza però rinunciare alla modernizzazione del sistema scolastico.
A dimostrazione di questo equilibrio, sono stati stanziati circa 200 milioni di euro per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle aule, destinati alla formazione docente e ad assistenti virtuali. Sul piano del benessere degli studenti, oltre alla conferma del divieto dei cellulari, parte il progetto AscoltaMI, che offre supporto psicologico gratuito con cinque sedute online per i ragazzi delle medie e del primo biennio delle superiori.


