
Per giorni, in quella strada, la normalità aveva continuato a scorrere quasi indisturbata. Persone a piedi, residenti alle prese con le proprie abitudini quotidiane, passanti che attraversavano il quartiere senza immaginare di poter diventare, da un momento all’altro, il bersaglio di qualcuno nascosto dietro una finestra. Poi sono arrivati gli spari, improvvisi e difficili da comprendere, e quella che sembrava una situazione inspiegabile ha iniziato a trasformarsi in un caso destinato a suscitare paura e interrogativi.
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Chi si trovava nella zona cercava di capire da dove potessero arrivare quei colpi e, soprattutto, chi potesse avere interesse a prendere di mira persone apparentemente scelte senza un motivo. I sospetti si erano indirizzati anche verso altre persone, ma la verità sarebbe emersa soltanto in seguito, quando l’uomo ritenuto responsabile ha deciso di consegnarsi ai carabinieri. A quel punto, la sua identità ha sorpreso anche chi era rimasto ferito.
Il protagonista della vicenda è Edoardo Crescimanno Ciardiello, 50 anni, residente in via della Giuliana a Roma, nel quartiere Prati. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’uomo vive proprio di fronte al punto in cui Cristina Stillitano è stata ferita da un colpo al braccio.
La scoperta della sua identità avrebbe stupito la stessa Stillitano, che si trova ancora in ospedale. La donna ha spiegato di non conoscere Ciardiello e di aver condiviso con altri residenti del quartiere un sospetto che riguardava una persona diversa. «Non si tratta dell’uomo di cui sospettavamo tutti nel quartiere, lui neanche lo conosco. Non so chi sia», ha raccontato.
Il ritratto che emerge dalle testimonianze è quello di un uomo considerato fino a quel momento un insospettabile. Tra i residenti e le persone che lo conoscevano, viene descritto come una “persona normale”, senza atteggiamenti che facessero pensare a un comportamento violento.

La richiesta di aiuto e la perdita del lavoro
Un elemento della sua situazione personale è stato raccontato da Gianrico Sivori, titolare di un ristorante della zona. L’uomo ha riferito di aver incontrato Ciardiello a marzo, quando gli avrebbe chiesto del denaro.
In quell’occasione, secondo la testimonianza, Ciardiello appariva trasandato e si muoveva con una stampella, ma non avrebbe mostrato aggressività. Sivori gli avrebbe dato 20 euro, dopodiché l’uomo si sarebbe allontanato.
Ciardiello aveva infatti perso da poco il lavoro e, secondo quanto riferito, cercava aiuto tra le persone che conosceva. Un particolare che contribuisce a delineare la situazione nella quale si trovava prima degli episodi che hanno portato alla sua identificazione.
La vicenda è poi arrivata al suo momento più grave lunedì pomeriggio, quando l’uomo avrebbe utilizzato una carabina ad aria compressa per sparare contro le donne che passavano davanti alla sua abitazione. Tra le persone colpite c’è stata Cristina Stillitano, raggiunta a un braccio e finita in ospedale.

I social e l’immagine del tiratore
Un altro elemento riguarda ciò che Ciardiello pubblicava sui social network. Nei suoi profili comparivano fotografie e video di paesaggi notturni, cene con amici e altri momenti della sua vita quotidiana. Tra i contenuti erano presenti anche immagini realizzate attraverso l’intelligenza artificiale.
In particolare, una delle immagini raffigurava Yusuf Dikeç, il tiratore turco diventato noto durante le Olimpiadi di Parigi. Il riferimento ha alimentato l’ipotesi che Ciardiello potesse essersi ispirato alla sua figura, ma questo elemento non consente di stabilire, da solo, un collegamento diretto con gli spari avvenuti in strada.
Resta invece ancora senza una spiegazione definitiva la domanda principale: perché sparava alle donne? Al momento, infatti, non sarebbe emerso un movente preciso. Ciardiello avrebbe dichiarato di averlo fatto per divertimento, mentre i suoi familiari, secondo quanto riferito, non riuscirebbero a trovare una spiegazione al suo comportamento.
La consegna ai carabinieri ha permesso di dare un nome all’uomo che per giorni era stato indicato soltanto come il “cecchino di Prati”. Ora saranno gli interrogatori e gli accertamenti a dover chiarire le ragioni del suo comportamento e ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.
Per chi vive nella zona, resta soprattutto la sorpresa di aver scoperto che l’uomo sospettato di aver sparato ai passanti abitava proprio davanti al luogo in cui una delle vittime è stata ferita. Un dettaglio che rende ancora più concreta una vicenda iniziata con alcuni colpi sparati dalla finestra e rimasta, almeno fino alla sua identificazione, avvolta nell’incertezza.


