
Quando le arterie vitali del commercio globale vengono scosse da bruschi riassestamenti geopolitici, il riflesso sulle tasche dei cittadini e sulla stabilita economica di un intero Paese diventa immediato e inesorabile. Tra corridoi strategici da presidiare e una guerra invisibile che si combatte ben oltre i confini territoriali, la reazione delle istituzioni deve essere rapida, decisa e priva di esitazioni burocratiche. Nel cuore di uno scenario internazionale sempre piu incerto, la tutela degli approvvigionamenti energetici, dei canali digitali e della sovranita economica si trasforma in una priorita assoluta, spingendo i vertici della sicurezza a schierare ogni risorsa disponibile per proteggere la prosperita nazionale.
«Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane». A scandire l’intervento in maniera netta e perentoria e stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso della quarta edizione del Forum Risorsa Mare 2026.
Difesa economica, energetica e digitale sotto e sopra il mare
Le implicazioni di questa decisione vanno a toccare direttamente il quotidiano di famiglie e imprese. Come ribadito dallo stesso esponente del governo sui propri canali social: «Abbiamo le capacita per proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e necessarie attraverso l’opera del comparto e la cooperazione con noi. Non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione gia complessa, con conseguenze dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini. Quando una rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni crisi economica colpisce soprattutto le persone piu fragili, mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilita del Paese».
La linea tracciata dal ministero sposta il concetto stesso di tutela oltre i parametri militari tradizionali. Per Guido Crosetto, «difendere la liberta di navigazione significa quindi proteggere i nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere d’acquisto delle famiglie e la capacita dell’Italia di produrre ricchezza. Significa anche difendere cio che si trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando vengono danneggiate».
L’analisi evidenzia un cambio di paradigma globale: «Oggi il compito della Difesa va ben oltre il suo perimetro tradizionale. Non riguarda soltanto la protezione fisica del territorio da possibili minacce, ma anche la sicurezza economica, energetica, digitale e delle comunicazioni. Perche si puo colpire una Nazione non soltanto con le bombe, ma anche compromettendone l’economia, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Quasi il 90% del traffico mondiale delle merci viaggia via mare. Per una grande Nazione marittima come l’Italia, presidiarlo sopra e sotto la superficie significa difendere la propria sicurezza, la propria prosperita e il proprio futuro. Il mare e da secoli parte della nostra storia e una delle principali fonti della nostra ricchezza. La Difesa e la Marina Militare continueranno a proteggerlo, intervenendo con concretezza ogni volta che sara necessario tutelare gli interessi nazionali e la sicurezza degli italiani».


