
Quando le fiamme di un banale rogo boschivo portano alla luce una verità rimasta sepolta nell’ombra per lunghissimi anni, il dolore di un mistero irrisolto si trasforma improvvisamente nell’incubo di una spietata realtà criminale. Tra rilievi scientifici di altissima precisione, test genetici decisivi e il crollo di anni di straziante incertezza, la cronaca torna a occuparsi di un giallo che ha tenuto un’intera opinione pubblica col fiato sospeso. Una svolta drammatica e imprevista che apre ora scenari investigativi del tutto nuovi, spingendo gli inquirenti a chiudere il cerchio su responsabilità taciute troppo a lungo.
Un banale incendio in una zona boschiva nella zona sud-ovest di Londra ha portato al rinvenimento del corpo senza vita di una donna scomparsa misteriosamente sette anni fa. Come ha confermato la polizia inglese, gli esami sui resti umani ritrovati hanno permesso di identificare il corpo come quello di Joanne Sheen, madre di tre figli scomparsa nel dicembre del 2019 all’età di 44 anni dopo essere tornata a casa da Fareham. «La lunga e complessa indagine ha portato all’apertura di oltre 4000 linee di indagine, alla raccolta di oltre 300 dichiarazioni e a perquisizioni dettagliate di più di 10 indirizzi e numerose imbarcazioni. Squadre specializzate hanno inoltre perlustrato corsi d’acqua e aree boschive intorno a Southampton», ha spiegato la polizia per ripercorrere gli infruttuosi tentativi del passato.
La terribile scoperta risale al 12 agosto scorso quando i vigili del fuoco, spento un rogo nei pressi di Padstow Walk a Feltham, hanno notato alcune ossa umane.
L’analisi del DNA e l’arresto per omicidio
Dalle prime analisi della Polizia Metropolitana era emerso che i resti appartenevano a una donna tra i 25 e i 45 anni, prima che l’esame del DNA confermasse la svolta. Gli accertamenti hanno portato all’arresto di un uomo di 56 anni, ora in custodia cautelare con la pesante accusa di omicidio.
«Sebbene questa tragica scoperta non sia l’esito che la famiglia di Joanne, né alcuno di noi, si augurava, speriamo che l’identificazione dei suoi resti possa almeno iniziare a fornire alcune risposte dopo tanti anni di incertezza», ha dichiarato il portavoce della polizia, concludendo: «Ora che la nostra indagine entra in questa nuova fase, stiamo collaborando a stretto contatto con i nostri colleghi della Polizia Metropolitana per stabilire esattamente cosa sia successo a Joanne. La sua morte viene trattata come un omicidio e restiamo determinati a identificare i responsabili e a consegnarli alla giustizia».


