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Controlli Inps, migliaia di famiglie coinvolte: “Scoperti problemi”

Pubblicato: 18/09/2026 23:51

Migliaia di famiglie potrebbero ricevere nei prossimi giorni una comunicazione dell’Inps relativa all’Isee corrente utilizzato per determinare l’importo dell’Assegno Unico 2026. Al centro delle verifiche ci sono possibili omissioni o incongruenze nei redditi autodichiarati. Per i nuclei interessati, in attesa dei chiarimenti, potrebbe scattare una rideterminazione dell’assegno già dai pagamenti di settembre.

Essere sottoposti a controllo, però, non significa aver percepito indebitamente il beneficio. La verifica serve proprio ad accertare se le differenze riscontrate dall’Istituto siano effettivamente dovute a errori nelle dichiarazioni oppure possano essere giustificate attraverso la documentazione del contribuente.

Perché scattano i controlli sull’Isee corrente

Le verifiche riguardano alcune Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate per ottenere l’Isee corrente. A differenza dell’Isee ordinario, questo strumento permette di rappresentare una situazione economica più recente quando si verificano determinate variazioni del reddito o del patrimonio del nucleo familiare.

Incrociando i dati autodichiarati nelle DSU con le informazioni già presenti nelle proprie banche dati, l’Inps avrebbe individuato alcune posizioni nelle quali emergono possibili omissioni o incongruenze reddituali.

Per queste famiglie si apre quindi una fase di verifica. L’obiettivo è stabilire se l’Isee utilizzato per calcolare l’Assegno Unico sia corretto oppure debba essere modificato.

Assegno Unico, cosa può succedere da settembre

La conseguenza più importante riguarda proprio l’importo dell’Assegno Unico e Universale. In attesa che la posizione venga regolarizzata o che gli accertamenti siano conclusi, il beneficio potrà essere temporaneamente ricalcolato secondo le regole applicate quando non è disponibile un Isee valido.

Questo può comportare una riduzione dell’importo mensile, fino alla fascia minima prevista nei casi interessati, con una differenza che può diventare significativa soprattutto per le famiglie che, sulla base dell’Isee precedentemente considerato, ricevevano un assegno più elevato.

Gli effetti del ricalcolo potranno manifestarsi a partire dai pagamenti di settembre 2026.

La comunicazione dell’Inps: cosa devono fare le famiglie

I nuclei coinvolti nei controlli riceveranno un avviso dall’Inps. A quel punto sarà importante verificare attentamente la propria situazione e capire da dove derivi l’anomalia segnalata.

Chi riscontra un errore o un’omissione nella DSU potrà correggere o aggiornare i dati, utilizzando i servizi messi a disposizione dall’Istituto oppure rivolgendosi a un CAF per ricevere assistenza.

Diversa la situazione di chi ritiene che le informazioni dichiarate fossero corrette. In questo caso sarà possibile rivolgersi alle sedi territoriali dell’Inps e presentare la documentazione necessaria a dimostrare la correttezza dei dati autocertificati.

Il controllo non equivale a un’accusa

L’Inps precisa un aspetto importante: la presenza di un’anomalia rilevata attraverso l’incrocio delle banche dati non determina automaticamente l’accertamento di somme percepite indebitamente.

La comunicazione avvia una procedura di approfondimento durante la quale il contribuente può correggere eventuali errori oppure fornire gli elementi necessari a spiegare le differenze riscontrate.

Per chi riceverà l’avviso, quindi, sarà fondamentale non ignorare la comunicazione e intervenire tempestivamente, soprattutto perché l’Isee incide direttamente sulla somma riconosciuta ogni mese attraverso l’Assegno Unico. Una volta chiarita la posizione, l’Inps potrà determinare l’importo spettante sulla base della situazione economica effettivamente accertata.

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