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“Cosa mi ha detto subito dopo!”. Prof accoltellata, la rivelazione shock sul 13enne

Pubblicato: 21/09/2026 10:18

Un grave episodio di violenza ha sconvolto la comunità scolastica della capitale, lasciando un clima di forte apprensione tra famiglie e personale docente. A seguito dei drammatici fatti che hanno visto un giovane alunno aggredire con un’arma da taglio la propria insegnante all’interno delle aule dell’Istituto Giovanni Verga, a Centocelle a Roma, emergono i primi drammatici dettagli sui momenti immediatamente successivi all’aggressione e le reazioni di chi ha vissuto in prima persona la tragedia.
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La ricostruzione dei fatti e la testimonianza dei soccorritori

I momenti concitati dell’aggressione sono stati gestiti dal personale presente della struttura. “era sotto shock, imbambolato. Chiedeva scusa in continuazione. Mi raccontava che aveva un piano chiaro: fare del male a una sola persona, non ferire nessun compagno, e poi costituirsi”, ha spiegato Corrado Ruffini, un assistente educativo che ha gestito il giovane aggressore prima della presa in carico da parte delle forze dell’ordine. Il dipendente ha evidenziato la tempestività dei soccorsi e l’efficacia delle procedure di emergenza attivate dalla dirigenza scolastica, aggiungendo: “Ho preso in consegna il ragazzo fino all’arrivo, tempestivo, delle forze dell’ordine. La scuola ha reagito benissimo e ha fatto uscire gli studenti dall’aula per proteggerli”.

Nel corso della concitata dinamica, cruciale si è rivelato il coraggioso intervento di un compagno di classe che si è interposto per bloccare la violenza. “Inizialmente l’ho scambiato per un adulto per la sua stazza. Ha compiuto un gesto davvero eroico”, ha sottolineato lo stesso assistente educativo descrivendo l’azione dello studente intervenuto per difendere la docente.

L’apprensione dei genitori e le parole del figlio della docente

All’esterno del complesso scolastico il clima resta estremamente teso. Le famiglie degli studenti hanno espresso profondo sgomento durante il rientro in aula dei propri figli, interrogandosi sulle condizioni di sicurezza negli istituti scolastici. Le immagini diffuse in rete, legate alle fasi di preparazione dell’atto, hanno aumentato la preoccupazione generale. “Il video in cui lui prepara l’aggressione fa impressione”, sottolineano diversi presenti davanti ai cancelli. “Pensare che sia facile portare dei coltelli di quelle dimensioni nelle scuole è una follia”, dichiara un genitore, aggiungendo che “Non si può non essere preoccupati nel riportare i nostri figli qui dopo quello che è successo”. Un altro padre pone l’accento sulla necessità di un coordinamento più ampio: “la responsabilità è collettiva. Non sappiamo cosa ci sia nella testa di questi ragazzi. Genitori, insegnanti e istituzioni devono unire le forze per intervenire insieme”.

Sulla vicenda e sulle condizioni della docente si è espresso anche il figlio Stefano, intervenuto nel corso della trasmissione Mattino Cinque. “Mia mamma mi ha detto che vuole tornare a lavorare il prima possibile, è una donna molto forte. Mi diceva sempre che quando aveva un alunno difficile cercava di affrontarlo prima che da insegnante da persona. E’ una donna che cerca sempre il rapporto umano con i ragazzi, poi è severa è vero, ma solo per trasmettere valori”, ha raccontato descrivendo la dedizione professionale della madre. In merito alle discussioni nate sul web a seguito dell’accaduto, il familiare ha aggiunto: “Ho visto alcuni commenti sui social – non me ne curo particolarmente, su ogni cosa è normale ci sia chi approva e chi non. E’ sbagliato strumentalizzare alcuni argomenti che nulla c’entrano con la professionalità che ha sempre dimostrato mia madre”.

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