Vai al contenuto

Beppe Grillo a Pulp Podcast, l’annuncio: “Un nuovo partito? Ecco cosa farò”

Pubblicato: 21/09/2026 14:10

Nessun nuovo partito, almeno per ora. Beppe Grillo spegne le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni su un suo possibile ritorno diretto nell’arena politica con una nuova formazione. Lo fa nell’intervista a Pulp Podcast, il programma condotto da Fedez e Mr Marra, dove ripercorre la nascita del Movimento 5 Stelle, il rapporto con Gianroberto Casaleggio e gli anni trascorsi al vertice del progetto politico che aveva contribuito a fondare.

«Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà», afferma Grillo. Un passaggio particolarmente atteso dopo le voci su un possibile nuovo soggetto politico e dopo la comparsa sul suo stato WhatsApp della scritta “Movimento Zero Stelle”, interpretata da alcuni come il possibile preludio a una nuova iniziativa elettorale.

Grillo: «Posso dare degli input e delle idee»

Il fondatore del Movimento 5 Stelle non esclude invece di continuare a intervenire nel dibattito pubblico attraverso proposte e provocazioni. «Io posso dare degli input, delle idee straordinarie sull’ambiente, sulla religione, sulle cose», spiega durante il podcast.

Parole che ridimensionano le indiscrezioni su una nuova formazione politica alternativa al M5S guidato da Giuseppe Conte. Già nei giorni precedenti lo stesso staff di Pulp Podcast aveva smentito che Grillo avesse annunciato durante la registrazione la nascita di un proprio partito.

Il rapporto con il Movimento attuale resta però fortemente conflittuale. In alcune anticipazioni dell’intervista diffuse nei giorni scorsi, Grillo aveva attaccato duramente la formazione guidata da Conte, definendola «un’altra cosa» rispetto a quella delle origini e accusandola di non avere idee.

Il ricordo di Casaleggio: «Eravamo complementari»

Una parte importante del racconto è dedicata a Gianroberto Casaleggio, morto nel 2016 e con il quale Grillo costruì il progetto politico che avrebbe portato alla nascita del Movimento 5 Stelle.

«Era una grande persona, eravamo complementari: quello che non ero io, era lui», ricorda Grillo.

Il comico genovese torna quindi alle origini del suo impegno pubblico. Prima ancora della nascita del Movimento, racconta, aveva cominciato a portare nei suoi spettacoli temi come acqua pubblica, mobilità, energia, conoscenza e rifiuti.

Grillo ricorda anche il tentativo di avvicinarsi al Partito Democratico e la sua iscrizione a una sezione del Pd ad Arzachena. La collaborazione politica, però, non partì e Grillo proseguì il proprio percorso insieme a Casaleggio.

«Con la politica ci ho rimesso soldi, salute e parte della famiglia»

Il bilancio personale tracciato da Grillo è amaro. «Ci ho rimesso un sacco di soldi, la salute, una parte della mia famiglia», racconta, spiegando che i suoi familiari non sarebbero quasi mai stati pienamente d’accordo con la scelta di impegnarsi in politica.

Rivendica però uno degli elementi fondativi del Movimento: né lui né Casaleggio decisero di candidarsi. «Non ci siamo mai candidati. Mai lo abbiamo nemmeno pensato», ricorda.

Grillo torna anche sul significato originario di uno degli slogan più conosciuti del M5S, “uno vale uno”. Secondo il fondatore non significava sostenere che tutte le persone fossero uguali in capacità o competenze, ma che a ciascuno dovesse essere garantita «la stessa possibilità di partenza».

È in questo quadro che Grillo colloca anche l’idea della democrazia dal basso, uno dei principi sui quali venne costruito il Movimento fondato il 4 ottobre 2009.

Da Di Maio alla rottura con il Movimento

Nel racconto trova spazio anche Luigi Di Maio, che Grillo definisce «bravissimo», prima di ricordare la progressiva trasformazione del suo ruolo all’interno del M5S: «Poi si è evoluta la situazione dove io facevo il garante che non contava quasi nulla».

Il rapporto tra Grillo e il Movimento guidato da Conte si è deteriorato fino alla rottura. Dopo la cancellazione della figura del garante dallo statuto, il fondatore ha intrapreso anche una battaglia giudiziaria sul nome e sul simbolo del M5S, mentre il Movimento sostiene di avere titolo per continuare a utilizzarli. La controversia è ancora aperta.

Le parole sul figlio Ciro

Nel corso dell’intervista Grillo affronta anche un tema strettamente personale, quello del figlio Ciro, coinvolto in un procedimento giudiziario per violenza sessuale. Grillo ne parla dal punto di vista di padre e ribadisce la convinzione nell’innocenza del figlio, una posizione personale che non modifica naturalmente il percorso giudiziario in corso.

Racconta che Ciro, nonostante la vicenda, si è laureato «con 100 e lode», ha formato una famiglia e sta studiando per diventare avvocato penalista. Secondo il racconto del padre, il suo obiettivo sarebbe quello di riuscire un giorno a «gridare al mondo la sua innocenza».

Tra politica, famiglia e battute sulla vecchiaia, l’intervista segna dunque il ritorno pubblico di Grillo dopo una lunga fase di minore esposizione. Ma sulla questione politicamente più attesa arriva una risposta netta: non c’è l’annuncio di un nuovo partito. Grillo rivendica piuttosto il ruolo di chi vuole continuare a lanciare idee, lasciando ad altri il compito di trasformarle, eventualmente, in organizzazione politica.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure