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“Non conosce l’italiano!”. La decisione del sindaco fa esplodere la polemica

Pubblicato: 22/09/2026 08:36

La cerimonia avrebbe dovuto seguire il suo percorso abituale: poche formalità, alcune parole pronunciate davanti all’autorità competente e poi un passaggio destinato a segnare l’ingresso ufficiale nella comunità nazionale. Tra i presenti, però, qualcosa ha interrotto la sequenza prevista. Le domande più semplici non hanno ricevuto risposta e anche la lettura della formula prevista per il giuramento si è rivelata impossibile.

È stato in quel momento che una procedura apparentemente destinata a concludersi senza particolari difficoltà si è fermata. La persona chiamata a prestare il giuramento non riusciva a comprendere ciò che le veniva chiesto in italiano e, quando il marito ha provato a intervenire per rispondere al suo posto, il tentativo non è stato accettato. Il motivo è stato chiaro: chi compie quell’atto deve essere personalmente consapevole delle parole pronunciate e del significato del passaggio che sta compiendo.
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Il giuramento sospeso a Cadoneghe

La vicenda è avvenuta a Cadoneghe, comune in provincia di Padova, dove una donna di nazionalità marocchina si era presentata in municipio per completare l’iter necessario all’acquisizione della cittadinanza italiana. La cerimonia era prevista insieme ad altre persone, ma nel suo caso il procedimento è stato rinviato dopo le difficoltà emerse durante il momento istituzionale.

A decidere di interrompere la procedura è stato il sindaco Marco Schiesaro, che ha chiesto che vengano effettuate le verifiche necessarie. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la donna non sarebbe stata in grado di comprendere alcune domande basilari rivolte in italiano e non avrebbe saputo leggere autonomamente il verbale relativo al proprio giuramento.

«La cittadinanza italiana è una cosa seria – ha dichiarato Schiesaro – come accade periodicamente, anche oggi (ieri, ndr) in municipio ho incontrato quattro persone per il giuramento previsto al termine del percorso per l’acquisizione della cittadinanza italiana. È sempre un momento importante ed emozionante. Diventare cittadini italiani significa entrare pienamente a far parte della nostra comunità, acquisendo diritti ma anche assumendosi doveri e responsabilità».

Il sindaco ha quindi raccontato nel dettaglio quanto accaduto durante l’incontro con la donna.

«Ho provato a rivolgerle alcune semplici domande del tipo “come ti chiami?”, “come stai?”, ma non è stata in grado di rispondere nulla perché evidentemente non capiva la lingua – prosegue Schiesaro – a quel punto il marito, presente al giuramento, ha cercato di rispondere al suo posto, ma naturalmente non ho accettato: chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo».

La posizione del sindaco

Di fronte alla situazione, Schiesaro ha scelto di non procedere con il giuramento di cittadinanza, sostenendo che fosse necessario fermare la cerimonia e approfondire la posizione.

«Di fronte ad una situazione del genere ho ritenuto doveroso fermarmi e chiedere che vengano svolte tutte le verifiche necessarie. Non è una questione di provenienza e non è nemmeno una questione di essere più o meno accoglienti. È una questione di rispetto delle regole e del valore stesso della cittadinanza italiana».

Il sindaco ha poi insistito sul significato che attribuisce all’acquisizione della cittadinanza, distinguendola da un semplice adempimento amministrativo.

«La cittadinanza non può essere considerata una semplice formalità burocratica. Significa appartenere a una comunità, conoscerne le regole, rispettarne le leggi e comprendere il significato dell’impegno che si sta assumendo davanti alla Repubblica».

Nel suo ragionamento, la conoscenza della lingua italiana rappresenta un elemento importante del percorso di integrazione.

«E soprattutto una soluzione c’è: imparare l’italiano e fare concretamente lo sforzo di integrarsi. Nessuno pretende la perfezione: si può sbagliare una parola, avere un accento diverso, incontrare delle difficoltà. Ma deve esserci almeno la volontà e lo sforzo di imparare la lingua del Paese di cui si chiede di diventare cittadini».

Schiesaro ha infine sottolineato il ruolo della lingua nei rapporti quotidiani e nel rapporto con le istituzioni.

«Per un cittadino straniero, conoscere l’italiano significa poter lavorare, costruire e tessere relazioni interpersonali, conoscere i propri diritti e i propri doveri, dialogare e interfacciarsi con le istituzioni e partecipare davvero alla vita della comunità. Integrare significa anche questo: fare la propria parte».

La cerimonia, quindi, è stata rinviata. Il sindaco ha concluso ribadendo il significato che attribuisce al passaggio istituzionale: «Lo ribadisco: acquisire la cittadinanza italiana non è una mera formalità, ma è un traguardo importante e proprio per questo va rispettata, valorizzata e soprattutto va presa sul serio».

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