
Quando il termometro della politica torna a registrare scossoni improvvisi, gli equilibri all’interno delle diverse coalizioni si ridisegnano sotto la spinta delle opinioni e delle intenzioni degli elettori. Tra consensi in flessione, nuove forze in costante ascesa che bussano alle porte delle alleanze tradizionali e complessi nodi strategici da sciogliere per la scelta delle future leadership, la mappa del consenso nazionale si trasforma in un puzzle dinamico. Ogni movimento nell’orientamento del corpo elettorale apre scenari inediti sia per chi governa sia per le opposizioni, costringendo tutti i protagonisti della scena politica a ricalibrare attentamente le proprie mosse.
Nell’ultima rilevazione demoscopica i giudizi positivi sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni calano al 33 per cento, registrando tre punti in meno rispetto all’inizio del mese. Restano invece stabili al 59 per cento i pareri negativi, mentre gli indecisi salgono all’8 per cento. L’esecutivo continua comunque a raccogliere una fiducia altissima tra i propri sostenitori: l’82 per cento dell’elettorato di centrodestra esprime un giudizio positivo, quota che sale addirittura al 93 per cento tra gli elettori di Fratelli d’Italia. Nel campo largo del centrosinistra, al contrario, i giudizi negativi sfiorano la quasi totalità arrivando al 90 per cento.
Un capitolo centrale del sondaggio riguarda l’atteggiamento verso un possibile ingresso formale di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, nella coalizione di centrodestra. Il 51 per cento si dice favorevole, il 31 contrario e il 18 per cento non prende posizione. L’apertura all’alleanza è particolarmente spiccata tra chi vota Fratelli d’Italia (59 per cento) e tra gli elettori dello stesso Vannacci (56 per cento). Tuttavia, tra chi si oppone a questo accordo, il 13 per cento dichiara che cambierebbe voto o sceglierebbe l’astensione, pari a una stima di circa 1,8 milioni di elettori.
Le dinamiche nel centrosinistra e le intenzioni di voto
Nel campo dell’opposizione, lo strumento delle primarie convince poco: tra i sostenitori di Pd, Avs, Movimento 5 Stelle e area centrista, solo il 26 per cento le preferisce. Il 41 per cento vorrebbe invece che il candidato premier sia il leader del partito più votato, mentre il 25 per cento opta per un accordo politico tra i leader. Nelle simulazioni di voto per la guida della coalizione, Elly Schlein resta comunque davanti: in uno scenario ad alta affluenza la segretaria dem raccoglie il 31 per cento, contro il 27 di Giuseppe Conte e il 17 di Silvia Salis. Con un’affluenza più bassa, Schlein sale al 38,6 per cento, Conte scende al 22,3 e Salis tocca il 20,7.
Per quanto riguarda i consensi ai singoli partiti, Fratelli d’Italia si conferma prima forza al 26,5 per cento. Il Partito Democratico arretra al 21,1 per cento (perdendo 1,1 punti), mentre il Movimento 5 Stelle risale al 13,2. A destra continua a crescere Futuro Nazionale all’8,1 per cento, superando Forza Italia ferma al 7,3 per cento, mentre la Legasale al 5,1. Nel resto dello schieramento, Alleanza Verdi-Sinistra si attesta al 5,9 per cento, Azione al 3,4, Italia Viva al 2,2 e +Europa chiude all’1,6 per cento.


