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Ucciso l’uomo che portò Noa Argamani a Gaza: guidava la moto del 7 ottobre

Pubblicato: 27/09/2026 13:26

Era l’uomo alla guida della motocicletta sulla quale Noa Argamani venne trascinata verso Gaza la mattina del 7 ottobre 2023, mentre il compagno Avinatan Or veniva portato via separatamente. Saher Nidal Latfi Sakr è stato ucciso sabato 26 settembre in un attacco israeliano nella zona di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Ad annunciarlo sono stati l’Idf e lo Shin Bet, che hanno attribuito l’operazione anche alla collaborazione dell’unità Gideonim 33 della Lahav 433 della polizia israeliana.

Secondo la ricostruzione delle autorità israeliane, Sakr era affiliato a organizzazioni jihadiste attive nella Striscia di Gaza ed era entrato in territorio israeliano durante l’assalto del 7 ottobre. L’Idf sostiene che durante la guerra avrebbe inoltre fornito armi ad Hamas e che, più recentemente, avrebbe lavorato alla preparazione di nuovi attacchi contro soldati e civili israeliani insieme a uomini delle ali armate di Hamas e della Jihad islamica palestinese.

Il video del rapimento diventato simbolo del 7 ottobre

Il nome di Noa Argamani è legato a una delle sequenze più riconoscibili dell’intero attacco del 7 ottobre. Noa e Avinatan erano al Nova Music Festival, vicino al kibbutz Re’im. Quando l’area venne investita dall’attacco, i due tentarono di mettersi in salvo, ma furono raggiunti dagli assalitori. Nel filmato diffuso nelle prime ore della strage si vede Noa portata via su una motocicletta, terrorizzata, mentre tende le braccia verso Avinatan, circondato da uomini armati e trascinato in un’altra direzione.

Quelle immagini fecero immediatamente il giro del mondo e divennero uno dei simboli dei rapimenti del 7 ottobre. Il Nova Festival fu uno dei luoghi più colpiti dalla strage: centinaia di persone furono uccise e decine vennero portate nella Striscia di Gaza.

Noa e Avinatan furono separati e da quel momento ebbero due destini completamente diversi. Durante la prigionia Argamani fu spostata tra diverse abitazioni della Striscia. Dopo la liberazione raccontò di avere temuto più volte di morire, anche durante i bombardamenti israeliani, e di essere stata autorizzata solo raramente a uscire all’aperto, talvolta travestita da donna palestinese.

La svolta arrivò l’8 giugno 2024, ancora una volta a Nuseirat. Forze speciali israeliane, Shin Bet e Yamam individuarono quattro ostaggi trattenuti in due diversi edifici e lanciarono un’operazione diurna. Noa si trovava da sola in un appartamento, mentre Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv erano detenuti in un altro stabile a poche centinaia di metri. Tutti e quattro vennero liberati vivi.

Durante l’operazione rimase mortalmente ferito il comandante israeliano Arnon Zamora, e la missione prese successivamente il nome di operazione Arnon. Il blitz ebbe anche un costo molto pesante per la popolazione palestinese: secondo il ministero della Salute di Gaza, centinaia di persone rimasero uccise o ferite nei combattimenti che accompagnarono l’estrazione degli ostaggi.

Per Noa il ritorno ebbe anche un risvolto personale drammatico. Poche ore dopo la liberazione raggiunse a Tel Aviv la madre Liora Argamani, malata terminale di tumore al cervello e protagonista durante i mesi precedenti di numerosi appelli per poter rivedere la figlia. Liora riuscì a trascorrere con lei le ultime settimane della propria vita e morì nel luglio 2024.

Avinatan rimase a Gaza per 738 giorni

Per Avinatan Or, invece, la prigionia proseguì per oltre un altro anno. Dopo il video del 7 ottobre non comparve più pubblicamente in immagini provenienti dalla Striscia e rimase ostaggio per complessivi 738 giorni. Fu liberato soltanto il 13 ottobre 2025, nell’ambito dell’accordo che portò al rilascio degli ostaggi israeliani ancora vivi.

Le immagini della riunione con Noa, più di due anni dopo quella separazione filmata al Nova, diventarono così il contraltare del video che aveva reso i due uno dei simboli del 7 ottobre.

L’uccisione di Saher Sakr si inserisce nella più ampia attività con cui gli apparati militari e di intelligence israeliani stanno cercando di identificare e colpire gli uomini ritenuti direttamente coinvolti nelle stragi e nei rapimenti del 2023. Sakr non è infatti il primo nome collegato specificamente alla cattura di Noa e Avinatan.

Nell’ottobre 2025 l’Idf e lo Shin Bet avevano già reso noto di aver eliminato Ahmad Ibrahim Rajab Sha’er, indicato come uno dei responsabili del rapimento della coppia, e Ahmad Abu Marhil, ritenuto coinvolto nel sequestro di Avinatan.

Il nuovo annuncio aggiunge però un elemento molto più concreto alla ricostruzione di quelle immagini. Secondo l’Idf, Sakr era proprio l’uomo che guidava la motocicletta con Noa Argamani a bordo. Quasi tre anni dopo il 7 ottobre, Israele sostiene dunque di avere individuato e ucciso uno degli uomini immortalati in uno dei filmati che più di ogni altro trasformarono il rapimento degli ostaggi del Nova Festival nell’immagine mondiale di quella mattina.

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